COSTRUIRE EDIFICI A BASSO CONSUMO – PT.3

COSTRUIRE EDIFICI A BASSO CONSUMO – PT.3

E’ POSSIBILE DIVENIRE IMPRENDITORI NEL SETTORE DELLE CASE IN LEGNO BASSO CONSUMO, SENZA INVESTIMENTI ECCESSIVI, FACENDO SCELTE MIRATE E GRADUALI, ANCHE IN UN PERIODO ECONOMICAMENTE DIFFICILE COME QUESTO?

Il mio sogno è quello di entrare a piccoli passi in questo settore mettendo sul piatto oneri economici piuttosto impegnativi.
L’idea è semplice, ovvero comprare terreni e farci costruire piccoli complessi a basso impatto ambientale a costi accessibili e tutto questo partendo da zero.
Il mio potere economico è basso, ma mi sto attrezzando per trovare dei soci che investano insieme a me, persone con molta passione ed entusiasmo ma profane in questo campo.
Le grosse aziende costruttrici sul mio territorio hanno passato momenti migliori e reputo questo un buon periodo per iniziare ad investire nel settore della bioedilizia.
Di seguito le elencherò alcuni punti cardine sulle cose da fare:

1) Chiedere finanziamenti.
Questo è chiaramente il primo punto ed è propedeutico, in quanto il primo finanziamento deve essere adeguato e supportato da alcune conoscenze all’interno delle banche e nei comuni.

2) Acquisto del terreno.
Qui il discorso si fa molto complicato, visto che ce ne sono pochi e sono cari.
Trovare un terreno piano in una zona fuori città ma ben collegata e ad un prezzo accessibile.
L’idea è di comprare un lotto per costruire almeno tre abitazioni cosi da abbassare i costi di ogni unitá.

3) Trovare una ditta costruttrice.
Qui si apre un dilemma.
Puntare su una azienda nordica con forte esperienza o valutare una azienda più piccola sul territorio?
Comunque sia, iniziare un rapporto di collaborazione sperando in preventivi più “snelli”.

4)Trovare un progettista di fiducia che abbia le conoscenze, ma soprattutto la volontá di farsi un nome nel settore.

5)Trovare ditte impiantistiche: qui il discorso si amplia maggiormente e dipende dagli incentivi che si riusciranno ad ottenere per fotovoltaico, eolico, riciclo fluidi, domotica, ecc.


Sino a pochi anni fa ovunque “brulicavano” in gran numero le lottizzazioni residenziali e le abitazioni venivano vendute direttamente sulla carta, mediante una semplice piantina ed un paio di immagini 3D, con l’immancabile piscina immersa in una vegetazione tropicale (solo sulla carta, appunto).
I costruttori si limitavano ad acquistare il solo terreno (senza troppe garanzie, in quanto le banche concedevano finanziamenti a pioggia) e non dovevano nemmeno esporsi economicamente, in quanto gli acquirenti coprivano abbondantemente le spese vive di cantiere con i pagamenti.
Uno scenario solo temporalmente recente, che ha contribuito profondamente all’attuale fase di stallo e incertezza in cui versa l’edilizia ai nostri giorni.

Un territorio in gran parte sfruttato su cui sorgono edifici recenti, ma energeticamente carenti in classe G, con numerose pecche costruttive, il cui valore di mercato si è drasticamente abbassato, in gran parte invendibile.
Banche che non erogano credito nemmeno a chi ne ha i requisiti, mancanza di incentivi, scarsa fiducia nel futuro politico ed economico, imprese in sofferenza o al limite del fallimento.
Mi piacerebbe consigliare al lettore di perseguire il sogno di diventare un imprenditore della bioedilizia a basso consumo energetico, così come illustro attraverso i quasi 500 articoli pubblicati i vantaggi delle case prefabbricate il legno rispetto alle costruzioni tradizionali poco isolate, ma non farei un buon servizio.
Sono convinto che la trasformazione urbana delle nostre città debba passare necessariamente per una riqualificazione immobiliare profonda con abbattimento e sostituzione dei fabbricati senza valore realizzati dal dopoguerra agli anni ’80, anche e soprattutto condominiali, con un minimo contributo delle nuove costruzioni e solamente se di altissimo valore energetico (in classe A o passive).
Nel mio piccolo, tutti gli edifici in legno che ho realizzato in questi anni, hanno raggiunto questo obiettivo, per la soddisfazione (non solo economica) dei miei clienti, che abitano in edifici sani e confortevoli.

E’ un processo in cui debbono essere coinvolti tutti i soggetti, a partire dai tecnici progettisti, passando per i costruttori edili, coinvolgendo committenti, amministratori pubblici, legislatori e mezzi di informazione.
Ma, soprattutto, è necessaria esperienza e comprovata capacità.
L’entusiasmo è basilare, ma non ci si può improvvisare costruttori come nel passato.
Si deve studiare, viaggiare, comprendere e servono anni di conoscenza sul campo, attraverso errori, fatica e piccoli successi.
Personalmente non mi sentirei in grado di iniziare un’avventura imprenditoriale, rinunciando alla mia attività di professionista, nonostante il miraggio di guadagni maggiori e sfruttando una certa visibilità nel settore delle case in legno.
Mi scuso infine per non avere replicato a nessuna delle domande (peraltro il lettore siè già dato delle risposte abbastanza condivisibili).

1 Commento

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *