COSTRUIRE EDIFICI A BASSO CONSUMO – PT.1

COSTRUIRE EDIFICI A BASSO CONSUMO – PT.1

RICEVO E PUBBLICO UNA MAIL DI UN LETTORE CHE HO TROVATO MOLTO INTERESSANTE E RICCA DI SPUNTI DI RIFLESSIONE.
A CAUSA DELLA LUNGHEZZA HO PREFERITO TAGLIARE IN BEN TRE PARTI L’ARTICOLO.

Salve, ho un sogno!
Lavoro in un altro settore e le mie conoscenze nell’edilizia sono scarse.
Durante la vita ho vissuto in diverse abitazioni, nessuna di mia proprietà.
Non ho mai potuto o forse voluto acquistarne una e prendermi un mutuo, pensando che l’abitazione dove avrei voluto vivere nel pieno della mia vita dovesse avere delle peculiarità ben diverse da quelle che si vedono comunemente.

Sono affascinato dal concetto di interagire con la natura in modo responsabile.
Non vorrei sembrare ipocrita, sono solo molto curioso e buono d’animo.
La curiosità molto spesso pretende però la perfezione e di conseguenza cerca di scartare le cose futili e porta a pensare in grande.
Mi piace pensare alla casa come una produzione dell’uomo sulla terra e quindi ad un qualcosa che si integri perfettamente nel territorio senza però abbassare il tenore di vita di chi la abita così da sfruttare a proprio vantaggio le caratteristiche specifiche di quel territorio.

Una casa che richiami gli elementi che fanno parte la natura dell’uomo e la sua fisiologia come la traspirazione, il sistema di raffreddamento e il riciclo dei liquidi.
Per me la casa del futuro dovrebbe sfruttare vento, sole, pioggia, neve,caldo o freddo ed essere autosufficiente e appagante.
Questi risultati sono ottenibili studiando bene il territorio e il suo microclima in fase di progettazione.
Nella mia visione di futuro la casa sfrutterà le nuove tecnologie per produrre energia e metterla a disposizione di chi la abita rivoluzionando completamente il mercato dell’energia che oggi conosciamo.
Questo porterà le abitazioni a produrre più energia di quello che necessita e le persone a vendere l’energia in eccesso.
Si creerà quindi un business positivo perchè verranno premiate le persone che creano energia sviluppando cosi la ricerca sulle nuove tecnologie per produrla e creando una corsa alla tecnologia migliore.


In passato abbiamo avuto tante definizioni di “casa d’abitazione”.
E’ interessante notare come ogni epoca apporti innovazioni culturali, passando attraverso nuovi modelli sociali ed economici molto diversi tra loro.
Sicuramente oggi la “macchina per abitare” di Le Corbusier appare lontana nel tempo e temi come il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale sono posti al centro del dibattito.
Lentamente, anche i costruttori tradizionali del cemento e del mattone stanno cominciando (lentamente) ad adeguarsi, migliorando le prestazioni termiche degli edifici ed utilizzando materiali certificati e traspiranti.
Un piccolo passo avanti verso una nuova cultura del costruire.
Le case prefabbricate hanno il vantaggio di impiegare un materiale naturalmente isolato, a basso impiego di risorse e di energia, riciclabile ed ecologico come il legno.

Si tratta di un sistema costruttivo collaudato da decenni che coniuga tradizione ed innovazione e che, se è una novità nel nostro paese, è una regola in gran parte d’Europa.
Ma non basta.
Come hanno ben capito in Austria e Germania, le case in legno del futuro devono migliorare ulteriormente le prestazioni energetiche, puntando al “consumo zero” o alla autoproduzione di energia (non a caso negli ultimi anni gli spessori delle pareti esterne stanno aumentando sempre più).
E’ una necessità che va recepita a livello normativo, evitando il consumo di territorio e riqualificando pesantemente il patrimonio immobiliare esistente, vetusto e dispersivo.
In Italia siamo molto lontani da questi scenari, ma il futuro non potrà andare verso altre direzioni.

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *