UNA VILLA DA REALIZZARE NELLE MARCHE

UNA VILLA DA REALIZZARE NELLE MARCHE

LE ZONE COSTIERE DEL CENTRO ITALIA SONO CARATTERIZZATI DA UN CLIMA INVERNALE PIUTTOSTO MITE E DA ESTATI MODERATAMENTE CALDE, CON ESCURSIONI TERMICHE NON TROPPO ESTREME.

Da diversi mesi sto studiando il settore delle costruzioni ecologiche in ordine al progetto di costruirne una nella provincia di Ancona, dove mi trasferirò.
Ho cominciato leggendo con grande interesse il suo libro e continuo ora, fra l’altro, col suo eccellente blog.
Ho visitato una casa prefabbricata in costruzione in Puglia realizzata da una società storicamente attiva nella vendita del legno, che si è avvalsa di esperti esterni per realizzare un “progetto pilota” ed entrare in questo settore.
Il loro esperto energetico, durante la visita, ha sostenuto l’assoluta opportunità di utilizzare la tecnologia x-lam scartando di massima quella a telaio anche in immobili su un unico livello.
Io invece credevo che anche le strutture a telaio, con impiego “massiccio” di fibra di legno, potessero costituire un compromesso accettabile tenuto conto del relativo risparmio economico.
Lei come la pensa in proposito?


Le pareti x-lam vanno progettate per il clima specifico del luogo di costruzione, al pari di quelle intelaiate ed hanno generalmente una migliore inerzia termica.
In Puglia si raggiungono temperature estive piuttosto alte, per molti mesi l’anno, mentre il clima della riviera marchigiana è piuttosto temperato.
Una buona parete a telaio è più che adeguata per queste latitudini, a patto di utilizzare pannelli isolanti ad alta densità in lana minerale o fibra di legno.


Sempre sulla fibra di legno ho notato, toccando con mano le sezioni dei pannelli esposti dalle società presenti alla fiera, differenze importanti nella densità.
Pur trattandosi sempre di fibra di legno, è forse opportuno che io valuti anche la densità dei pannelli utilizzati dalla ditta costruttrice?


La densità dei pannelli è fondamentale nelle pareti a telaio, poiché pareti troppo leggere si rivelano assolutamente inadeguate per proteggere gli ambienti dal caldo estivo.
Lo sfasamento termico dovrebbe raggiungere almeno le 10 ore, ma non è l’unico aspetto da verificare, poiché il surriscaldamento degli edifici è quasi sempre dovuto alla schermatura insufficiente delle vetrate o da una copertura non sufficientemente coibentata e con poca massa.


Ed infine una domanda non direttamente di sua competenza, ma in merito alla quale spero che possa comunque aiutarmi.
Comprerò una casa prefabbricata anche perché mi compiaccio di dover pagare solo la qualità che effettivamente scelgo e non una congiuntura positiva o negativa del mercato, come normalmente avviene sul mercato delle case tradizionali.
Mi chiedo però se, in sede di eventuale rivendita della mia casa, potrò fruire dell’aumento di valore che normalmente connota il mercato immobiliare (crisi permettendo).
In altre parole, se i prezzi delle case “normali” saliranno, salirà anche quello della mia casa?
Ha notizie in merito a vendite di strutture prefabbricate “usate”?


La certificazione energetica dei fabbricati ha modificato radicalmente la stima degli immobili rispetto al passato, in quanto l’isolamento energetico è un fattore fondamentale che può rendere più o meno appetibile un edificio, a parità di caratteristiche tipologiche, finiture e zona di costruzione.
Il mercato delle case prefabbricate è ancora poco sviluppato in Italia, ma è possibile fare riferimento ai paesi del nord Europa che valutano molto bene le abitazioni in legno a basso consumo.
La crescente diffusione delle costruzioni isolate renderà usuale la compravendita immobiliare nei prossimi anni di questi edifici.


Comprendendo (con dispiacere) i limiti geografici della sua attività, mi permetto di chiederle qui, in privato, qualche nome di tecnici (qualora ne conosca) e di società di a cui potrei rivolgermi nell’anconetano per la costruzione della mia casa. La mia idea è di terrazzare una superficie inclinata (frequente nelle colline marchigiane) in modo da realizzare un piano parzialmente sottoterra (in prefabbricato laterizio) e sfruttare la cubatura disponibile fuori terra per completare la casa in prefabbricato ligneo.
Complimenti ancora per il suo lavoro.
E’ sempre affascinante osservare un professionista che opera con tanta passione.


Non saprei davvero a chi girare la richiesta del lettore, non conoscendo professionisti in zona, ma ribadisco la mia preferenza per i bioarchitetti e gli esperti di bioclimatica degli edifici (sempre più diffusi).
Per la scelta dell’azienda di case in legno, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *