CASE PREFABBRICATE IN BIOEDILIZIA

CASE PREFABBRICATE IN BIOEDILIZIA

IL VARIEGATO SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO OFFRE SOLUZIONI COMPLETAMENTE BIOEDILI E NATURALI, MA SONO PRESENTI MOLTE AZIENDE MENO ATTENTE, CHE IMPIEGANO MATERIALI E SOSTANZE DI ORIGINE CHIMICA, POTENZIALMENTE DANNOSE PER LA SALUTE.

Sono uno studente della Facoltà di Architettura di Torino e avrei bisogno di un consiglio sulle costruzioni in legno.
In un corso sono tenuto a progettare un edificio di circa 4/5 piani ad uso residenziale.
Nel momento in cui ho dovuto pensare al tamponamento esterno mi sono chiesto: meglio il legno o il mattone?
E soprattutto, il legno non è in realtà un materiale naturale al 100%; questo infatti viene spesso trattato con sostanze che non ne permettono il riuso o addirittura rendono difficoltoso lo smaltimento perchè sono nocive.
Come mi potrei muovere tra queste “fregature”?
Come posso essere certo che ciò che scelgo sia naturale sul serio?


Le costruzioni in bioedilizia impiegano solamente materiali di origine naturale, rinnovabili o riciclabili ed hanno un bilancio energetico a basso o nullo impatto sull’ambiente.
Gli edifici in legno a basso consumo utilizzano poca energia per la costruzione ed hanno un limitato fabbisogno termico, sia d’estate che d’inverno, soprattutto in abbinamento ad impianti ad energia rinnovabile e/o ad alta efficienza (pompe di calore, ventilazione meccanica, solare).
Le case prefabbricate rappresentano solitamente un sistema costruttivo ecologico, a patto di evitare l’impiego di sostanze inquinanti e che rilasciano vapori tossici, dannosi per la salute e per l’ambiente.
In particolare, va fatta attenzione ai prodotti utilizzati per impregnare il legno (non sempre necessari) come antitarlo o anticombustione e alle vernici, che dovrebbero essere a base acquosa.

Anche gli isolanti impiegati per coibentare l’involucro devono rispettare i criteri di sostenibilità e riciclabilità dei materiali.
Le fibre di legno e di canapa, il sughero e gran parte delle lane minerali sono materiali idonei, peraltro utilizzati ampiamente nelle case in legno, mentre meno indicato è l’utilizzo della lana di vetro e del polistirene (quest’ultimo è però quasi sempre riciclabile).
Gli aspetti da considerare sono molteplici e comprendono anche le finiture come le vernici e i prodotti impiegati per stuccature, intonaci e tinteggiature ed i pavimenti, generalmente incollati sul massetto, che possono rilasciare esalazioni e sostanze volatili nocive per la salute.

La scelta tra costruzione in legno o in laterizio dipende da molti fattori, per lo più soggettivi, ma le case prefabbricate non partono certamente svantaggiate.
Le soluzioni sul mercato sono molte e non vanno demonizzati i sistemi massicci come l’xlam che impiegano colle per la produzione dei pannelli.
Le normative europee sono piuttosto severe e i costruttori presenti sul mercato italiano si assumono la responsabilità dei prodotti e dei materiali che vengono montati.
Chiaramente tali criteri non risultano altrettanto restrittivi in molti paesi dell’Europa dell’est, per cui si deve prestare una certa attenzione alle costruzioni offerte da molti produttori a prezzi estremamente economici.

 

3 Commenti

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *