“SCHELETRI” E CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

“SCHELETRI” E CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

TRA LE MOLTE MAIL CHE RICEVO, HO RITENUTO UTILE LA PUBBLICAZIONE DI UNA UNA RICHIESTA PIUTTOSTO “SINGOLARE”, IN QUANTO PIUTTOSTO DISTANTE DALLA PRASSI OPERATIVA DELLA MIA ATTIVITA’ PROFESSIONALE.

Le vorrei rivolgere una domanda…stupida, ma non sono un addetto ai lavori.
In un terreno di mia proprietà ho fatto costruire gli scheletri di due edifici in c.a., rispettivamente a due e tre piani, inclusi i piani seminterrati.
Quello che ora mi domando è se mi conviene proseguire con la muratura tradizionale oppure, se possibile, ultimare gli scheletri (tamponature esterne, pareti divisorie, ecc.) in legno e se la mia idea è sbagliata.


Ovviamente Halloween non c’entra (mi scuso con il lettore per l’ironia pre-carnevalizia).
La domanda non è stupida, ma fatico a comprendere l’iter autorizzativo di questo cantiere, in quanto il cliente dovrebbe aver presentato il calcolo energetico (ex Legge 10/91) in quanto facente parte della documentazione obbligatoria al fine di ottenere l’autorizzazione edilizia, sia in caso di D.I.A. che di permesso di costruzione.
Tale calcolo comporta il dimensionamento progettuale dell’involucro edilizio, definendo gli spessori e i materiali per pareti, solai, copertura, infissi ed attacco al suolo, nonché gli impianti per il riscaldamento e l’eventuale raffrescamento estivo.


La sola costruzione di semplici scheletri in cemento armato, rimandando la scelta dei tamponamenti ad una fase successiva resta un autentico mistero, non conoscendo la storia di questi edifici.

Voglio comunque limitarmi a rispondere alla domanda in se, senza congetture o giudizi di alcun tipo.
Innanzitutto l’utilizzo di tamponamenti in legno a telaio o a pannelli è tecnicamente possibile, ma va identificata la fascia climatica per progettare il sandwich di materiali più idoneo che, come ripetuto spesso, deve essere studiato correttamente per la zona.
Un indubbio vantaggio è la velocità del montaggio a secco rispetto al completamento in muratura dell’edificio, che però deve essere eseguito con le dovute attenzioni, evitando ogni futuro rischio di infiltrazione d’acqua.

Il legno dei pannelli andrà poi adeguatamente protetto, rivestendo l’involucro con un isolamento a cappotto intonacato che avrà anche la funzione di limitare l’effetto dei ponti termici dovuti all’abbondante impiego di cemento armato per pilastri e, soprattutto, solai.

Le case prefabbricate in legno raggiungono alte prestazioni energetiche proprio per l’assenza di materiali ad alta conducibilità termica.In questo caso i valori di isolamento saranno inevitabilmente più bassi rispetto ad una struttura realizzata completamente in legno, ma si potranno comunque raggiungere buone prestazioni.
Chiaramente andranno curate tutte le partizioni esterne, montando infissi isolati (che andranno schermati all’esterno durante l’estate) ed una copertura (possibilmente in legno) che preveda una camera di ventilazione correttamente progettata e un buon pacchetto di isolamento ad alta densità.

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