ISOLARE UNA VECCHIA CASA IN LEGNO

ISOLARE UNA VECCHIA CASA IN LEGNO

GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA POSSONO RISULTARE ESTREMAMENTE EFFICACI ANCHE SUGLI EDIFICI IN LEGNO, AMPIAMENTE DIFFUSI NELLE ZONE MONTANE DEL NORD ITALIA, MA ANCHE DEGLI APPENNINI.

Sto facendo ristrutturare e migliorare dal punto di vista energetico una casa prefabbricata in legno realizzata nel 1958.
Il prossimo mese inizieremo a montare il cappotto, prevedendo lastre di sughero da 8 cm agganciate alla parete, su cui verrà poi montata la perlinatura di larice a doghe orizzontali.
I quesiti che Le pongo sono:
Il sughero è quello definito “tostato”, scelto per la minore densità (120Kg/m3 contro 170 di quello “biondo”) onde non appesantire troppo le pareti della casa.
Ho qualche difficoltà a reperirlo ad un prezzo ragionevole (20 euro/mq iva esclusa).
Lei ha qualche fornitore da segnalarmi nei dintorni di Torino?
In alternativa al sughero si potrebbe valutare la fibra di legno a bassa densità (per i soliti problemi di peso)?
L’ultima chance eventuale potrebbe essere il polistirene espanso sinterizzato (a bassissima densità) a basso costo e alta capacità di isolamento ma, temo, poca capacità di lasciare traspirare la parete di legno della casa e quindi possibilità di formazione di muffe/umido sulla parete esterna o addirittura interna (fatto finora mai successo, essendo la casa esposta ai 4 venti, ad una quota di circa 560m slm).
Ha senso?La ringrazio se avrà la cortesia di dare risposta ai miei dubbi e Le segnalo che il Suo testo “Guida alle case di legno” ha trovato in me un lettore entusiasta.


Grazie per l’entusiasmo, spero che il libro possa essere utile ai tanti lettori che l’hanno acquistato.
L’isolamento a cappotto delle case in legno a parete massiccia è un’eccellente soluzione per migliorare il rendimento energetico di costruzioni in legno esistenti, costruite quasi sempre in zone climatiche caratterizzate da molti mesi di freddo intenso e temperature estremamente rigide.

Le costruzioni del tipo “blockhaus”, tipiche della fascia montana e pedemontana garantiscono un buon livello di isolamento termico grazie alle proprietà del legno che è un pessimo conduttore di calore e, pertanto, naturalmente isolato.
Nel corso degli anni questi edifici necessitano di frequenti interventi di manutenzione e può essere necessario effettuare lavori di vera e propria ristrutturazione edilizia, con la sostituzione degli elementi ammalorati e di parte delle strutture, il rifacimento degli impianti, di gronde e pluviali e della copertura.

La necessità di aprire un cantiere vero e proprio può consigliare di intervenire anche sulle facciate, sostituendo gli infissi con serramenti e vetri a basso consumo e isolando a cappotto le pareti esterne.

Ci si potrà avvalere, analogamente agli edifici tradizionali in laterocemento, degli incentivi fiscali per ristrutturazione e riqualificazione energetica, che, si spera, dovrebbero diventare permanenti in futuro, nonostante la perdurante crisi economica.
I cappotti termici per le case in legno blockhaus dovrebbero avere una bassa densità, anche per limitarne il carico sulle pareti.
Bene il sughero (ma i costi non sono bassissimi), così come la lana di roccia (traspirante e performante).
Meno indicato il polistirene, che crea una vera e propria barriera al passaggio del vapore dall’interno all’esterno, e poco affidabile la fibra di legno, che può essere soggetta a fenomeni di deperimento in caso di infiltrazioni di acqua nel cappotto.

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