FIBRA DI LEGNO: VANTAGGI E LIMITI

FIBRA DI LEGNO: VANTAGGI E LIMITI

LA FIBRA DI LEGNO E’ LARGAMENTE UTILIZZATA PER L’ISOLAMENTO TERMICO DELLE CASE PREFABBRICATE CHE VENGONO REALIZZATE NEL NOSTRO PAESE, MA E’ UN MATERIALE CHE VA CONOSCIUTO ED IMPIEGATO CORRETTAMENTE. 

Mi sono indirizzato su una casa con struttura a telaio così composta dall’interno all’esterno:
- Fibrogesso 1.25 cm
- Intercapedine in fibra di legno 50kg 4cm
- Freno vapore
- Pannello in legno compensato 1.5cm
- Aria 2cm
- Fibra di legno 160kg 14cm
- Pannello in legno compensato 1.5cm
- Cappotto in lana di roccia 150kg 6cm
- Intonaco

Il produttore mi fornisce i seguenti dati: trasmittanza 0.17 e sfasamento 17h.
Mi sembra tutto perfetto, se non fosse la mia non completa fiducia sull’utilizzo della fibra di legno per quanto riguarda la durata del prodotto nel tempo nel caso si dovessero formare delle condense in parete.
A questo punto le mie domande sono le seguenti. 
Mi sto facendo dei problemi assurdi e posso stare tranquillo nell’utilizzo della fibra di legno? 
Secondo lei la sostituzione della fibra di legno con della lana di roccia 150 o 175 kg/mc mi può provocare delle problematiche riguardo l’abitabilità estiva dell’edificio?
Temo la brusca diminuzione dello sfasamento termico.
Ci sono delle soluzioni che posso adottare per migliorarlo(ad esempio introduzione del legno mineralizzato nell’intercapedine di 4cm)?


La fibra di legno è una materiale isolante naturale di origine vegetale prodotto con la lavorazione del legname di conifere come gli abeti rossi e bianchi, i pini ed i larici.
Gli scarti e i residui di segheria, ma anche di manutenzione dei boschi possono fornire la materia prima, senza trattamenti chimici e con una notevole disponibilità e capacità di rigenerazione.
Con le fibre vengono prodotti pannelli di diversi spessori, formati e densità, impastandole con acqua, pressandole ed essiccandole.
Un grande vantaggio è l’assenza di colle, dovuta alla naturale presenza di resine, che hanno una naturale funzione adesiva.
I pannelli in fibra di legno sono utilizzati nelle costruzioni prefabbricate a basso consumo per le notevoli capacità isolanti termoacustiche, sia a cappotto che all’interno delle pareti.

Come ripetuto spesso, si tratta di un materiale ecocompatibile che può essere facilmente riciclato, con un’eccellente traspirabilità e capacità igroscopica.
Quest’ultima proprietà rende necessario un corretto utilizzo dei pannelli che non devono essere lasciati a contatto del vapore per un tempo eccessivo, per non sviluppare muffe o funghi.
Al proposito, molti costruttori di case in legno non montano una barriera al vapore, preferendo un freno o non montando teli sul lato interno, in abbinamento ad un cappotto traspirante.
Le soluzioni sono molte e quasi sempre efficaci, a patto di non abbinare un freno vapore ad un cappotto in polistirene.
La parete del lettore è correttamente concepita e presenta buoni valori termici e di sfasamento (quest’ultimo dato è forse un po’ ottimistico).
Ricordo che anche i pannelli in lana di roccia possono essere prodotti ad alta densità, poiché tale valore dipende dalla pressatura delle fibre, con i medesimi vantaggi in regime estivo.

8 Commenti

  1. Avatar
    gaz gennaio 08, 2013

    riguardo ai pregi e alle qualità bio della fibra di legno siamo tutti d’accordo ma la sua durabilità nel tempo è altrettanto buona?
    siamo certi che fra 80 anni la nostra fibra sarà ancora perfetta, oppure ci offre maggiori garanzia la lana di roccia?

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    Anonymous gennaio 18, 2013

    Tra 80 anni nemmeno la lana di roccia rimarrà intonsa come non rimarrà intonso nessun intonaco (anche di calce pura) se non gli si fa la manutenzione adeguata.
    Qualsiasi materiale (naturale, minerale o artificiale che sia) rimane salvaguardato solamente se gli si fa la corretta e periodica manutenzione

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    Anonymous gennaio 18, 2013

    Scusate… ma in cosa consiste la “manutenzione” ad un materiale che si trova all’interno del muro?

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    Anonymous gennaio 19, 2013

    consiste nel mantenere sana la parte esterna del muro che fa da protezione a ciò che gli sta all’interno.
    Quindi, per l’esterno controllare che l’intonaco non si crepi o sifessuri, mantenerlo pitturato, rifarlo o ripristinarlo nel tempo, ecc. Per l’interno valutare che non si deteriori o fessuri, valutare se viene a contatto con umidità o altro, ripitturarlo, ripristinarlo, ecc.
    Mantenendo funzionali gli strati protettivi le parti interne si mantengono nel tempo senza alterarsi più di tanto.

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    Anonymous gennaio 23, 2013

    Visto nella pianura piacentina. Fibra di legno distrutta dopo pochissimi anni utilizzata su tetti tradizionali senza barriera al vapore. Un disastro. Nella mia impresa se ne fa uso si spera in modo più corretto ma evidentemente le precauzioni da prendere sono molte e forse molte più di quelle che si può immaginare. Il mio termotecnico sta spingendo per l’uso di panetti in argilla proprio per evitare questi problemi e per aumentare la massa.

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