ABETE BIANCO E CASE IN LEGNO

ABETE BIANCO E CASE IN LEGNO

LA MAGGIOR PARTE DEI COSTRUTTORI DI CASE PREFABBRICATE IN LEGNO UTILIZZA ABETE ROSSO PER LE STRUTTURE, UN’ESSENZA LEGNOSA PARTICOLARMENTE APPREZZATA IN EDILIZIA PER LE ECCELLENTI CARATTERISTICHE DI RESISTENZA ED ELASTICITA’.

Ho già acquistato un terreno edificabile e sono in attesa di vendere l’appartamento di proprietà per poi realizzare una casa in legno.
Avrei già scelto la tecnica costruttiva (MHM) e la ditta.
Ho letto un suo articolo in cui parlava dei materiali da costruzione, dove si leggeva che “il larice è uno dei legni più adatti per la realizzazione di strutture portanti” ma “la minore disponibilità di questo materiale ne rende sconveniente l’impiego”.
Nello stesso articolo lei parla dell’impiego dell’abete rosso e bianco indicando le caratteristiche di quest’ultimo come “più scadenti” ed asserisce che “non dovrebbe mai essere utilizzato per la produzione delle case prefabbricate.
La ditta che ho contattato costruisce con il sistema MHM ed utilizza l’abete bianco.
Vorrei sapere se questa scelta può trovare applicazione in qualche occasione (per esempio nel MHM ) oppure è sempre da scartare.


Nelle case in legno a basso consumo, le strutture portanti realizzate in abete rosso risultano una scelta quasi obbligata.
Questo materiale, in forma massiccia o lamellare, è elastico e resistente, versatile, facilmente lavorabile e trasportabile, è molto diffuso e può essere prelevato a poca distanza dal luogo di lavorazione, con minori costi complessivi sulla costruzione.
Se ben stagionato, è un ambiente non idoneo allo sviluppo di insetti xilofagi e non viene attaccato da funghi e muffe, con evidenti ripercussioni positive sulla durata della costruzione.

Teoricamente l’abete rosso non è l’unica scelta possibile per la realizzazione di strutture portanti (pareti massicce o a telaio, solai e tetti).

Il larice è un’essenza particolarmente apprezzata, povera di nodi e impurità, di qualità persino superiore all’abete, ma risulta penalizzata dai costi maggiori, che lo rendono poco conveniente per la realizzazione di elementi strutturali, mentre resta un eccellente materiale per le finiture.
Quercia, carpino, castagno sono legnami diffusi e largamente utilizzati anche nel nostro paese, ma le essenze di latifoglia non sono particolarmente indicate per la costruzione di case in legno a basso consumo durature.
L’abete bianco trova numerosi impieghi in edilizia, soprattutto per la realizzazione di pali, segati, casseri, pannelli truciolari, isolanti (lana di legno e cellulosa), ma anche strutture.
In questo caso il legname va accuratamente selezionato a causa della maggiore presenza di nodi ed utilizzato in forma assemblata come appunto avviene nella produzione di pareti MHM a tavole sovrapposte chiodate.

L’assenza di resine è un vantaggio in fase di lavorazione rispetto ad altri legni di conifera, ma impone un trattamento protettivo con prodotti idonei, piuttosto complesso a causa delle caratteristiche del legno che non è facilmente impregnabile.

Il vero limite dell’abete bianco è infatti la minore durabilità rispetto all’abete rosso e l’impossibilità di essere esposto all’esterno dell’edificio, che ne riduce le possibilità di impiego, se non preventivamente trattato.
A tale scopo si utilizza un procedimento di modificazione termica che consiste nel mantenere il legno per alcune ore ad alta temperatura in assenza di ossigeno, migliorandone la stabilità dimensionale e la resistenza a funghi ed insetti.

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