POMPA DI CALORE PER LE CASE IN LEGNO

POMPA DI CALORE PER LE CASE IN LEGNO

LA POMPA DI CALORE E’ UN’INTERESSANTE ALTERNATIVA IMPIANTISTICA ALLA TRADIZIONALE CALDAIA A GAS NELLE CASE DI LEGNO.
IL MAGGIOR COSTO VIENE COMPENSATO NEGLI ANNI DAL BUON RENDIMENTO ENERGETICO DELL’IMPIANTO.

Dal punto di vista impiantistico il mio obiettivo sarebbe quello di migliorare il più possibile la qualità abitativa della mia futura casa in legno prefabbricata.
Pensavo di utilizzare una pompa di calore aria/acqua con la quale, tramite un impianto radiante a pavimento, riscaldare ed eventualmente raffrescare.
Vorrei inoltre installare un impianto di ventilazione forzata con sistema di deumidificazione da prevedere anche per il seminterrato ed, infine, 2 kWh di fotovoltaico (cucina ad induzione e niente gas).
Cosa ne pensa della tipologia d’impianto?


L’impianto è molto moderno ed è adeguato per una casa prefabbricata.
Il prezzo complessivo non è indifferente e, personalmente, farei due conti per essere certo di poter ammortizzarne la spesa in un tempo ragionevole (entro i 10-12 anni al massimo).
La tendenza per il futuro è un costo sempre maggiore dei costi energetici derivati da fonti fossili (gas, elettricità), per cui nelle nuove abitazioni vanno privilegiati gli impianti ad alta efficienza e basati su energie rinnovabili, a basso consumo.

Le pompe di calore, anche in modalità aria/acqua generano calore che può alimentare un riscaldamento a pavimento
o split ad aria, e possono persino raffrescare gli ambienti.
Per questo sarebbero più indicate le pompe di calore geotermiche o acqua/acqua (qualora fosse possibile sfruttare la temperatura costante di una falda acquifera), i cui costi sono comunque ben superiori all’impianto pensato dal lettore.
Esistono sul mercato modelli aria/acqua a ciclo reversibile (che producono sia caldo che freddo), ma la continua inversione del ciclo (soprattutto in estate) sottopone l’impianto ad un notevole stress (bisogna valutare bene le garanzie offerte dai produttori).

Il rendimento in estate è comunque basso e i consumi sono piuttosto elevati (al contrario dei sistemi a sonda geotermica o ad acqua di falda).
Valuterei eventualmente di sfruttare proprio la ventilazione meccanica controllata per raffrescare la sua abitazione.
Una casa in legno non si surriscalderà e pertanto un simile impianto può essere più che sufficiente per deumidificare e climatizzare gli ambienti, con un basso assorbimento energetico rispetto all’aria condizionata tradizionale.
Infine il dimensionamento del fotovoltaico mi sembra insufficiente; porterei l’impianto a 5-6 kWh.

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