INTERRARE UNA STRUTTURA IN LEGNO XLAM

INTERRARE UNA STRUTTURA IN LEGNO XLAM

LE PARETI IN LEGNO NON VANNO POSTE A DIRETTO CONTATTO CON IL TERRENO O, ANCORA PEGGIO, INTERRATE.
ESISTE QUALCHE SOLUZIONE PER AGGIRARE QUEST’ULTIMO LIMITE?

Sono uno studente di architettura e sto preparando la tesi su una struttura in legno realizzata con pannelli xlam.

Per raggiungere una classe energetica definita “Low to Zero Energy Building”, devo interrare quasi completamente la struttura.
Secondo lei è possibile interrare una struttura xlam?


In un ambito universitario questo aspetto può essere secondario, poiché il progetto non è seguito dalla fase esecutiva in cantiere.
La realtà è che le strutture in legno temono fortemente l’umidità e devono essere rispettate scrupolosamente tutte le attenzioni costruttive atte a scongiurare il rischio di contatto persistente con l’acqua, proveniente sia dall’alto (dovuta alle precipitazioni), che dal basso (a contatto con il suolo).
Come progettista esigo che le mie realizzazioni vengano rialzate di 15-30 centimetri dalla quota del terreno, poiché le risalite di umidità lungo le pareti potrebbero risultare micidiali, tanto per le strutture, quanto per gli isolamenti termici.

Molti costruttori di case in legno non impongono un “gradino” tra interno ed esterno, ma ritengo buona norma staccare la costruzione dal suolo in ogni caso.


Un artificio per evitare le risalite di acqua lungo i pannelli isolanti in fibra (di legno, di vetro o minerale) è montare per il primo metro pannelli in EPS.

I costruttori tedeschi ed austriaci rispettano le norme DIN 18195 europee che impongono il salto di quota alle case in legno mediante uno “zoccolo” minimo di 15 cm tra la quota del terreno e quella dell’estradosso del solaio della platea o richiedono almeno una canalina di drenaggio attorno all’edificio per raccogliere ed allontanare l’acqua.
Faccio notare che ci si sta riferendo a costruzioni completamente fuori terra, con problematiche e rischi limitati alla zona di attacco al suolo del fabbricato (con poca umidità e poca acqua).
Interrare una struttura in legno appare sicuramente un azzardo.
Qualsiasi costruttore di case prefabbricate dovrebbe rifiutare un montaggio del tutto fuori norma come questo e comunque è un intervento da sconsigliare anche se eseguito in proprio.

La coibentazione di un interrato, da realizzarsi in cemento armato, può garantire valori termici interessanti, soprattutto con delle pareti a doppia lastra, che possono essere riempite di materiale isolante, mentre all’esterno (contro terra) andranno posati pannelli in polistirene estruso.
Questo tipo di realizzazione può essere prefabbricata, a sua volta.
Le ditte che realizzano solai e pareti prefabbricate in cemento sono perfettamente complementari alle aziende di case in legno a basso consumo.
Il cliente può godere di migliori condizioni climatiche, velocità di montaggio, precisione nella realizzazione degli elementi a prezzi comparabili con l’esecuzione in opera dell’interrato da parte di un’impresa di costruzioni tradizionale (solitamente restano escluse le fondazioni e gli scavi).
Dopo molti anni di esperienza posso affermare che le case in legno a basso consumo energetico possiedono pochi limiti e difetti, ma vanno progettate e realizzate con rispetto delle caratteristiche di questo materiale, attenendosi alle indicazioni costruttive ed alle corrette modalità di posa e montaggio fornite dalle ditte, evitando utilizzi non conformi che possono pregiudicare la durata dell’edificio.

1 Commento

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *