IL CAPPOTTO IN UNA CASA A BASSO CONSUMO

IL CAPPOTTO IN UNA CASA A BASSO CONSUMO

L’ISOLAMENTO A CAPPOTTO E’ UN ELEMENTO FONDAMENTALE PER COIBENTARE CORRETTAMENTE GLI EDIFICI MODERNI E DEVE ESSERE COMPLEMENTARE ALLE CARATTERISTICHE DELLA PARETE E DELLA SPECIFICA ZONA CLIMATICA.

Sono in fase di ricostruzione di una stalla da adibire ad abitazione.
Dato quel che è successo nella mia zona mi sono spostato su strutture in xlam, anche perché odio le colonne di cemento armato.
Ho in mano alcuni preventivi, ma non mi trovo con i cappotti, alcuni costruttori di case in legno propongono la lana minerale, altri il polistirene.
Da esterno lei per la mia zona quale suggerirebbe dato il caldo estivo con afa ed il freddo invernale con le nebbie.


Polistirene, lana minerale, fibra di legno, sughero….
Le soluzioni per la realizzazione dei cappotti proposte dalle aziende di case prefabbricate sono molteplici e si diversificano per materiali, spessori e densità.
Il cappotto assolve un ruolo fondamentale nell’isolamento termico di un edificio poiché costituisce la prima barriera posta all’esterno dell’involucro, avendo anche una funzione di protezione fisica.
Il suo scopo primario è di rallentare lo scambio termico con l’esterno sia d’inverno che d’estate.
Durante i mesi freddi, le temperature possono scendere di parecchi gradi sotto lo zero e un cappotto leggero a bassa trasmittanza termica assolve perfettamente alla funzione di isolamento.

Le case in legno realizzate nel nord Europa impiegano generalmente cappotti in lana minerale, fibra di vetro o EPS (o polistirene espanso).

Questi materiali sono altamente performanti nella stagione invernale, ma risultano poco adatti per isolare durante i mesi più caldi.

Le condizioni climatiche nel nostro paese richiedono alle pareti notevole capacità smorzante e uno sfasamento dell’onda di calore di molte ore.
Tale risultato è raggiungibile aumentando la massa dei muri (e del tetto), impiegando materiali isolanti ad alta inerzia termica.
Il successo della fibra di legno e del sughero deriva proprio dalla maggiore inerzia dei pannelli realizzati in questi materiali, ma non sono da scartare le soluzioni costruttive che impiegano lane minerali ad alta densità.
A prescindere dal sistema costruttivo adottato (massiccio o a telaio) le pareti delle case in legno sono concepite come un sandwich di materiali a diversa densità, con molteplici combinazioni possibili.

Se il cappotto è leggero, è necessario che altri elementi della parete assolvano alla funzione di rallentare l’ingresso del calore, mentre ad un cappotto ad alta densità andrebbe abbinato un pannello più leggero negli strati più interni.

Un ultimo cenno alla traspirabilità della parete.
Il cappotto in EPS, largamente utilizzato da molti costruttori, non va demonizzato (è sicuramente il “top” per robustezza), ma deve essere “sempre” abbinato ad una barriera al vapore sul lato interno, in quanto è possibile il passaggio di umidità (prodotta naturalmente nell’utilizzo quotidiano) verso l’esterno, che potrebbe impregnare di umidità i pannelli isolanti, con il rischio concreto di un abbattimento delle capacità coibenti delle pareti, oltre allo sviluppo di muffe e funghi.

3 Commenti

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *