LO SFASAMENTO NELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

LO SFASAMENTO NELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL TEMA DELLA PROTEZIONE DAL CALDO ESTIVO E’ STATO AFFRONTATO IN PIU’ DI UN’OCCASIONE, MA SI TRATTA SEMPRE DI UNA QUESTIONE DI ESTREMO INTERESSE PER IL CLIENTE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO.

La normativa italiana in tema di isolamento termico degli edifici ha imposto di fatto alle aziende produttrici di case prefabbricate l’obbligo di adattare alle caratteristiche climatiche del nostro paese le soluzioni tecniche ed, in particolare, di migliorare la capacità di proteggere gli ambienti dalle alte temperature estive.
Il Decreto Legislativo 311/06 definisce i requisiti minimi estivi dell’involucro edilizio per il controllo della cosiddetta “inerzia termica”.
In sostanza, il decreto prevede per alcune fasce climatiche l’obbligo di rientrare in un valore minimo per la massa superficiale dei muri esterni e del tetto, che dovrà superare i 230 kg/m2, intonaci esclusi.
Il decreto permette di utilizzare in alternativa tecnologie e materiali innovativi che permettano di contenere le oscillazioni della temperatura degli ambienti in funzione dell’irraggiamento solare.


Si tratta di un aspetto complesso, ma importante, che permette di calcolare in modo corretto l’isolamento delle partizioni opache leggere, come i muri e i pacchetti di copertura delle case prefabbricate, in grado di difendere efficacemente dal caldo pur utilizzando una semplice struttura a telaio.
Si parla allo scopo di “trasmittanza termica periodica, ovvero una delle proprietà termiche dinamiche che caratterizzano l’inerzia termica dell’involucro edilizio, un parametro fondamentale per descrivere il comportamento della struttura nei confronti dei carichi termici esterni che lo attraversano.

Il calcolo della massa viene effettuato, normalmente, considerando un regime termico “stazionario”.
Si suppone infatti che la differenza tra le temperature, all’esterno e all’interno dell’edificio, sia costante nel tempo.
Tale simulazione, accettabile per il calcolo energetico durante la stagione invernale, porta a risultati errati nella ricerca della prestazione in regime estivo delle case prefabbricate, in quanto durante l’arco della giornata la temperatura esterna e quella interna hanno continue variazioni, richiedendo delle valutazioni di tipo dinamico.
Trattandosi di un calcolo assai complesso, non è mia intenzione entrare troppo nel tecnico, ma è utile sapere che si definisce trasmittanza termica periodica il parametro che valuta la capacità di un elemento opaco di sfasare ed attenuare il flusso termico che la attraversa nell’arco delle 24 ore ed andrà riferita non solo alla massa, ma anche sulla base delle caratteristiche termo-fisiche dei materiali (conducibilità termica, spessore, calore specifico e densità) e dalla stratigrafia della struttura e terrà conto del fattore di attenuazione e del coefficiente di sfasamento temporale.

Si parla spesso di “sfasamento” dell’onda di calore
, temine che sta diventando una sorta di slogan dei produttori di case prefabbricate in legno per definire la qualità estiva di una parete, così come si utilizza la trasmittanza per indicare le capacità di isolamento delle case prefabbricate. Se non si conosce l’esatto significato di questi termini si rischia di farsi condizionare superficialmente da parametri che estrapolati dal contesto costruttivo appaiono poco significativi, se non fuorvianti.
Genericamente, se una parete, in laterizio o di legno, non garantisce uno sfasamento accettabile la temperatura di un ambiente interno risente in breve tempo dei valori raggiunti all’esterno.


Per riassumere:

  • Lo sfasamento in ore dell’onda di calore è solo uno dei fattori che determina le caratteristiche microclimatiche di un edificio ed è relativo alla capacità di una parete di ritardare nel tempo il passaggio di calore dall’esterno all’interno.
  • Andrebbe correttamente valutata la capacità di smorzamento dell’onda stessa da parte della parete, ovvero la riduzione del valore di temperatura verificatosi nel tempo.
  • Le vetrate, molto più delle pareti, definiscono l’effettivo guadagno termico estivo. Esse andranno correttamente dimensionate e protette dall’eccesso di radiazione solare.
  • Lo sfasamento dovrebbe essere, al pari della trasmittanza, certificato da un ente esterno autorevole e non costituire un dato approssimativo ed opinabile.
  • Il cliente delle case prefabbricate in legno deve dunque sapere che le soluzioni sul mercato sono in grado di difendere efficacemente dal caldo estivo, ma che non si può prescindere da una accorta progettazione bioclimatica dell’involucro edilizio.

7 Commenti

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    verdemela settembre 13, 2011

    Buongiorno, io e mio marito, dopo averne valutate molte, abbiamo alla fine scelto la ditta per la nostra casa (Rubner). Vorrei pero essere sicura di non costruire un forno a microonde! Quindi le chiedo come poterne essere sicura! Che certificazione dovrei chiedere? La certificazione energetica tiene conto anche di questo aspetto?
    Noi costruiremo una villetta a 1 piano in Liguria a 15km dal mare, a 360mt di altitudine, con esposizione solare TOTALE, dall’alba al tramonto. La struttura scelta e preventivata é a traliccio, con 16cm di fibra di legno interna e 8cm di cappotto in sughero esterno; il tetto é ventilato con 20cm di fibra di legno e internamente a vista (ragioni burocratiche per lo più). Poche e indispensabili finestre.
    La ditta ci ha detto che le pareti avranno un coeff termico di .18, mentre di sfasamento (non meglio specificato) 10 ore.
    A pelle… Cosa ne pensa?
    Grazie come sempre per tutti gli articoli del suo blog… Che purtroppo ormai ho letto tutti…. Annaspo in cerca di altro sapere… ;-)

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    Anonymous settembre 20, 2011

    ciao, sono una sostenitrice assidua delle case prefabbricate e ti dico che ne abito un a da un mese circa, fronte a me ho una rubner abitata da un a bellissima famigliola e ti posso assicurare che è una bellissima casa blockhaus non so se si scrive cosi. ma ti assicuro che in estate bollono, tanto è vero che dormono con le porte completamente aperte. vedi di informarti meglio per lo sfasamento termico, auguri e buona costruzione

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    verdemela settembre 21, 2011

    Ciao, grazie dell’informazione!
    Cmq la mia avrà struttura a traliccio e non blok …
    In che zona abiti? Giusto per paragonare i climi… Vorrei anche un parere dell’architetto… Spero legga il post!
    Se tu non hai di questi problemi mi dici che tipo di struttura hai scelto? Grazie ancora e ciao!

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    ARCH. PAOLO CRIVELLARO settembre 23, 2011

    Il certificato energetico include i parametri estivi.
    L’involucro mi sembra corretto per la zona climatica.

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    Anonymous ottobre 26, 2012

    Salve,sarà che io tollero molto bene il caldo,ma in termini di risparmio energetico per l’ambiente e per il proprio portafogli,non è più importante e spendere soldi per difendersi dal freddo?!?naturalmente non parlo per le zone del sud Italia,…sarà che sono un tipo freddoloso:))

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