GREZZO AVANZATO E GESTIONE DEGLI IMPIANTI

GREZZO AVANZATO E GESTIONE DEGLI IMPIANTI

LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO AL GREZZO CONSENTE DI COMPLETARE I LAVORI CON SQUADRE LOCALI, MA NON PENALIZZA ASSOLUTAMENTE LE PRESTAZIONI ENERGETICHE DELL’EDIFICIO E PERMETTE UN DISCRETO RISPARMIO.

Io e la mia famiglia viviamo nelle campagne pugliesi, dove i venti manifestano pienamente la loro presenza, caldo, freddo, umido, secco, intensità.
D’inverno, almeno una o due volte nevica e in estate si toccano senza indugio i 40°.
Detto ciò, essendo già consapevoli dei benefici dettati dalla scelta delle case prefabbricate in legno intonacato e dovendo predisporre un ampliamento di una cinquantina di mq con: una nuova cucina, un bagno, oltre ad una veranda, magari dotata di brise-soleil, vorrei sapere se:
Ci sono produttori che realizzano anche in questa zona, opere di questo tipo, o se per limitare le ritrosie, devo puntare su una fornitura di tipo “grezzo avanzato”?


I costruttori locali di case in legno sono presenti un po’ su tutto il territorio (suppongo anche in Puglia).
Queste ditte si appoggiano ad aziende locali per la realizzazione dell’impiantistica e delle finiture.
I grandi prefabbricatori, in genere tedeschi o austriaci, tendono al limitare l’operatività al primo livello, il grezzo avanzato, a causa della distanza eccessiva dalle proprie sedi che rendono poco convenente l’assistenza post vendita (quasi sempre relativa ad impianti e finiture).


Scegliendo il grezzo avanzato, sono compresi gli impianti?
In caso negativo – come temo – devo trovare maestranze con particolari capacità?
O basta un impiantista (idraulico, elettricista, ecc.) “normale”?


Il primo livello può comprendere o meno la predisposizione impiantistica (le tubazioni “vuote” all’interno di pareti e contropareti), ma non gli impianti veri e propri.
L’esecuzione dell’impianto elettrico ed idro-termo-sanitario può essere affidata a ditte locali, che possono confrontarsi direttamente con il costruttore per ricevere le necessarie indicazioni tecniche.


La nuova realizzazione può andare in aderenza ad una esistente con muratura in tufo da 25 cm, e sfruttare la vicinanza della nuova parete, come cappotto esterno?


La futura casa in legno può essere accostata all’edificio esistente, ma nella pratica viene lasciato qualche centimetro di spazio tra i due fabbricati, per permettere le dilatazioni ed i movimenti naturali, dovuti alla diversa composizione delle pareti.
Mi sfugge sinceramente il concetto di cappotto esterno per la parete in tufo….


In futuro, un normale impiantista si può occupare della manutenzione, anche straordinaria, o si é vincolati all’assistenza fornita dal produttore?
Si può ipotizzare un contratto che impegni il costruttore ad opere di assistenza in garanzia, limitando il suo impegno ad opere sostanziali (strutture, coibentazioni), così da rendere più “appetibile” la realizzazione?


Le manutenzioni possono essere eseguite anche da una ditta locale, come per qualsiasi costruzione (chissà perché queste domande non ce le facciamo mai con gli edifici in muratura…?).
Le garanzie sulla struttura possono decadere solamente in presenza di interventi non congrui sull’edificio e non certo per uno spostamento di una presa o di un punto luce.
Gli impiantisti, anche affidando la costruzione chiavi in mano ad un azienda tedesca o austriaca, sono sempre italiani e possono intervenire sull’edificio indipendentemente da chi realizza la struttura.
Mi scuso ancora, ma non riesco, ancora una volta, a comprendere cosa intenda il lettore per realizzazione più “appetibile”…..

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *