INTERVISTA SULLE CASE PREFABBRICATE

INTERVISTA SULLE CASE PREFABBRICATE

PUBBLICO LE RISPOSTE ALLE DOMANDE CHE MI SONO STATE POSTE PER UN ARTICOLO SULLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E LA BIOEDILIZIA PER UNA PUBBLICAZIONE LOCALE.

Perchè secondo Lei, a differenza di realtà quali Usa, Giappone e Canada, in Italia esistono tante resistenze nei confronti della bioedilizia e del sistema costruttivo del Log House?


Il sistema Log House (o “Blockhaus”, come meglio conosciuto nel nostro paese) possiede molti pregi, dalle notevoli prestazioni energetiche, grazie al buon isolamento naturale del legno ed alla buona “massa” di questo materiale, che permette un efficace protezione dal caldo estivo, alla sostenibilità ambientale di queste costruzioni, poiché serve poca energia per produrle grazie alla leggerezza ed alla facile lavorabilità del legno.
Tuttavia una casa in legno massiccio “a vista” risulta di difficile mantenimento nel tempo, se non vengono effettuate regolari manutenzioni, piuttosto costose, in quanto riguardano tutto l’edificio nel suo complesso.

L’azione usurante degli agenti atmosferici
(pioggia, sole, ghiaccio), ma anche l’attacco di insetti e microorganismi può essere causa di deterioramento, soprattutto in zone di pianura o con persistenti condizioni di umidità.
Vi è infine una ragione legata all’inserimento delle abitazioni nei contesti urbani che, nel nostro paese, raramente prevedono il legno come materiale di facciata.
In questo senso le case in legno realizzate con un cappotto esterno finito ad intonaco risultano più indicate per costruire in Italia, in quanto meglio adattabili e del tutto indistinguibili dalle abitazioni tradizionali, pur mantenendo tutti i pregi delle abitazioni in legno.


Lei, che da quanto ho potuto vedere, è molto impegnato ed appassionato in tal senso, come pensa sia possibile trasmettere un interesse e sviluppare una cultura di un’esistenza più ecologica in un paese come il nostro?


Rispetto a pochi anni fa stanno cambiando molte cose.
Concetti come sostenibilità, risparmio energetico sono usciti dalla nicchia, secondo me definitivamente.
Moltissimi comuni effettuano la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e i cittadini hanno imparato in fretta, comprendendo l’importanza di riciclare per non disperdere nell’ambiente.
I nostri elettrodomestici sono sempre più ecologici, le lampadine a basso consumo hanno sostituito le vecchie lampade al tungsteno, gli impianti termici come le pompe di calore e le caldaie a condensazione sono oramai gli standard per le nuove abitazioni, i pannelli solari sempre più diffusi.
Le recenti legislazioni in materia hanno dato una grossa spinta al settore, con il recupero del 55% per le ristrutturazioni con riqualificazione energetica, il piano casa, le certificazioni energetiche degli edifici.
Altro ancora si potrebbe fare premiando gli interventi più virtuosi con sconti sugli oneri comunali e detrazioni fiscali.
Nel mio piccolo cerco di fare divulgazione per un settore poco conosciuto, ma in costante crescita come quello delle case a basso consumo di energia che utilizzano il legno come materiale da costruzione principale.


Quale sarebbe il Suo primo consiglio a chi, incuriosito da questo nuovo modo di costruire, vivere e pensare, non sa da dove cominciare e nutre ancora qualche dubbio o perplessità?


I dubbi sono legittimi.
In Italia, escluse poche zone di montagna, il legno viene tradizionalmente impiegato per costruire tetti, solai, serramenti esterni ed interni, pavimenti ed arredi, mentre da sempre le nostre abitazioni vengono realizzate con struttura lapidea come roccia, laterizio, cemento, malte.
Le case prefabbricate in legno possono costituire una interessante alternativa costruttiva, ma difficilmente saranno in grado di erodere importanti quote di mercato.

Nei paesi del nord Europa la cultura del legno è millenaria, grazie all’ampia disponibilità sul territorio di questo materiale.
Personalmente ritengo importante valorizzare le specificità costruttive locali.
Questo deve essere il giusto approccio alla bioarchitettura.
Nelle mani di un tecnico preparato le case prefabbricate in legno possono divenire un potente strumento per soddisfare al meglio le esigenze abitative, nel rispetto dell’architettura del luogo.

In molti casi non potranno sostituire i sistemi tradizionali (peraltro sempre più evoluti ed ecologici), ma in molti altri varrà la pena di superare paure e pregiudizi.
Per chi volesse approfondire la conoscenza di queste abitazioni consiglio ovviamente la lettura del mio blog.
Gli
articoli pubblicati sono tantissimi e può essere faticoso affrontare la mole di informazioni contenuta in tutti i post.
In ogni caso può essere interessante andare a visitare qualche casa di legno in costruzione o parlare con chi è già passato da quest’esperienza.

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