QUALE CLASSE ENERGETICA PER LE CASE IN LEGNO?

QUALE CLASSE ENERGETICA PER LE CASE IN LEGNO?

L’ACQUISTO DI UNA CASA PREFABBRICATA CONSENTE ELEVATI RISPARMI SULLE BOLLETTE ENERGETICHE, IN QUASI TUTTI I CASI.
UN INVOLUCRO PARTICOLARMENTE ISOLATO PUO’ CONSENTIRE UNA CLASSIFICAZIONE ENERGETICA SPINTA DELL’EDIFICIO.

Da tempo seguo il suo sito “Guida alle case prefabbricate” e approssimandomi a costruire una casa in legno avrei piacere a chiederle alcune giudizi in merito ad un preventivo a me proposto da una ditta di case di legno.
Premetto che la casa sarà costruita in zona climatica collinare toscana, in cui le temperature estive in genere sono abbastanza elevate a cospetto di un inverno piuttosto mite.
L’esposizione è a sud, e da est a ovest l’irraggiamento solare è totale.
Visto le caratteristiche strutturali della parete esterna in preventivo (telaio ca 28 cm), e la trasmittanza pari a 0.24 W/m2 K , sfasamento S = 9, mi sono posto il quesito se con tali caratteristiche il comfort abitativo, in particolare estivo, possa essere accettabile.

Le superfici vetrate occuperanno circa il 14% delle superfici totali.

Secondo il suo parere una struttura massiccia Xlam potrebbe garantire una migliore trasmittanza termica?
La superficie lorda della struttura, piano terra, sarà di ca 138 mq, la copertura è realizzata con doppio tetto a travi e travetti in legno lamellare, isolante in fibra di legno, teli freno vapore ed impermeabilizzanti, ventilazione con listelli di abete; la trasmittanza U= 0.21 W/m2 K, sfasamento in ore S= 10.6.
Abbiamo inoltre intenzione di inserire riscaldamento a pavimento con caldaia a condensazione con solare integrato e una stufa a pellets (non integrata al riscaldamento).
L’altro quesito quindi è se tale scelta possa essere sovradimensionata rispetto alla struttura e al metraggio.


Il valore di un fabbricato è determinato anche dal limitato fabbisogno termico.
In genere tutte le case in legno identificabili come “edifici a basso consumo energetico” rientrano nelle classi energetiche di eccellenza (dalla B in su, riferendoci alla classificazione nazionale e senza addentrarci troppo nelle regolamentazioni locali).
Questo dato basterebbe per prendere almeno in considerazione la costruzione di una casa in legno, in alternativa ai sistemi tradizionali del laterocemento.
E’ essenziale “progettare” l’isolamento in base alle caratteristiche bioclimatiche specifiche del luogo.
Le strutture a parete massiccia sono indicate soprattutto per i climi più caldi, mentre le pareti intelaiate possono raggiungere minimi valori di trasmittanza termica garantendo un eccellente isolamento invernale.
Con opportuni accorgimenti è possibile utilizzare entrambe le soluzioni costruttive, a qualsiasi latitudine del nostro paese.

La tendenza normativa per gli anni futuri sarà di spingere ulteriormente le prestazioni energetiche degli edifici verso un isolamento termico spinto, a causa delle problematiche ambientali dovute alle emissioni di gas serra in atmosfera e dell’esaurimento delle fonti energetiche fossili (petrolio, carbone e gas naturale).
Gli edifici del futuro saranno passivi e sarà necessario riqualificare energeticamente il patrimonio immobiliare esistente, che sarà sempre più soggetto a demolizione e ricostruzione.
Il mio consiglio, se il portafoglio lo consente, è di orientarsi verso le soluzioni costruttive più prestazionali, aumentando gli spessori di parete e l’isolamento di copertura, installando tripli vetri e serramenti a basso K termico.
La maggior spesa verrà ripagata nel tempo e darà valore alla costruzione.

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