COSTRUIRE IN LEGNO SENZA COLLE E CHIODI

COSTRUIRE IN LEGNO SENZA COLLE E CHIODI

UNA MAIL DI UN LETTORE MI STIMOLA A TRATTARE UN TEMA CHE NON MI HA MAI PARTICOLARMENTE ENTUSIASMATO, MA CHE SEMBREREBBE DI VITALE IMPORTANZA PER MOLTE PERSONE.

Gentile Arch. Crivellaro, dopo anni di ricerca della ditta costruttrice per la realizzazione di una casa in legno che si dovrà situare a mt. 450 di altitudine nelle prealpi lombardo-ticinesi siamo giunti alle seguenti conclusioni:
Abbiamo scartato la soluzione di parete a telaio non avendo il beneficio della “massa”.
Abbiamo scartato la soluzione Blockhaus (dopo aver visitato una ditta finlandese) sia per i problemi di assestamento sia perchè utilizzavano colle.
Ora ci troviamo a dover valutare le seguenti soluzioni:

Parete di legno massiccio MHM assemblata con chiodi in alluminio.
Parete senza colle ne metallo con cavicchi di faggio.
In riferimento a queste due soluzioni abbiamo sentito che la parete MHM presenta degli elementi di criticità in riferimento al rigonfiamento della parete causata dalla mancanza di un elemento che unisce le pareti (sembrerebbe che le graffe di alluminio non siano sufficienti) che sarebbe invece presente nell’altra tipologia delle altre pareti.
Le chiedo quindi una conferma o smentita riguardante la problematica della parete MHM e i vantaggi e/o svantaggi della parete senza chiodi ne colle (che nel suo libro non vengono trattati).


Come tecnico, mi sono avvicinato da qualche anno alle case prefabbricate.
Pur avendo acquisito una certa esperienza, il mio approccio alle costruzioni in legno resta legato alla progettazione ed alla qualità dell’involucro edilizio.
E’ una chiara deformazione professionale ed un mio evidente limite.
Non riesco ad appassionarmi particolarmente ai dettagli di funzionamento degli impianti, preferendo avvalermi della collaborazione di tecnici fidati.
Anni fa un mio “maestro” (per un settore assolutamente lontano dal mondo della progettazione e delle costruzioni) mi passò un importante insegnamento, che ancora oggi cerco di perseguire nel mio lavoro: “Prendi la tecnica e buttala dalla finestra”.

E’ importante possedere basi solide, studiare, specializzarsi, aggiornarsi, ma il mio mestiere resta soprattutto una disciplina umanistica, che richiede una visione di insieme.
Ecco perché colle o chiodi, EPS o fibra di legno, parete traspirante o con barriera al vapore mi sembrano davvero questioni di poco conto.
Semplificando un po’, se i valori termici (reali e finali, da certificazione energetica) sono coerenti con aspettative iniziali e risultano adeguati alla zona climatica, se sono state rispettate le tempistiche previste, rientrando nel budget di spesa, se l’azienda di case prefabbricate ha soddisfatto tutte le richieste costruttive, fornendo un elevato standard qualitativo, corredato di tutte le necessarie certificazioni e garanzie, la scelta di realizzare la propria abitazione avvalendosi di una ditta di case in legno appare azzeccata e realmente concorrenziale rispetto alle soluzioni costruttive tradizionali.

L’acquirente di una casa prefabbricata è sempre più informato ed esigente, ma il rischio è quello di perdere di vista il quadro generale, soffermandosi su questioni di dettaglio del tutto trascurabili.
Per non mancare di rispetto a chi mi ha posto la domanda, il sistema MHM è collaudato ed affidabile quanto quello “x-lam” (ricondurrei le problematiche sollevate dal lettore a carenze imputabili allo specifico costruttore).
I sistemi massicci sul mercato senza metalli o collanti, utilizzano un sistema di stratificazione dei pannelli ad incastro con giunto a pettine e sono molto validi staticamente, nonchè privi di qualsiasi sostanza potenzialmente dannosa per la salute.
Rappresentano pertanto un’eccellente risposta per chi vuole realizzare una costruzione bioedile senza compromessi, pur a prezzi generalmente più alti rispetto alle tecniche costruttive più diffuse.

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