MUFFA E CASE IN LEGNO

MUFFA E CASE IN LEGNO

IN RARI CASI LA MUFFA E L’UMIDITA’ POSSONO COMPARIRE ANCHE NELLE CASE IN LEGNO.
SI TRATTA DI SITUAZIONI LIMITE, LA CUI RESPONSABILITA’ E’ QUASI SEMPRE DA IMPUTARE A CARENZE ESECUTIVE.

Abbiamo un problema che ci perseguita dalla costruzione della casa in legno di una nota ditta trentina.
La muffa, che è comparsa dopo circa un anno dall’installazione, si forma indifferentemente su tutte le pareti interne di casa (sia divisorie che non) partendo dal battiscopa fino ad arrivare una altezza anche di 50cm circa.
Si presenta in maniera diversa, con macchie tondeggianti, negli angoli è di colore nero, mentre sulle pareti “dritte” è di colore grigio-giallo.
La casa costruttrice è intervenuta una prima volta: a seguito di un loro sopralluogo esterno (non avevamo ancora pavimentato e sono quindi riusciti a verificare la base della parete da fuori) è risultato che le giunzioni delle pareti non erano state correttamente chiuse ed isolate in fase di montaggio, hanno quindi provveduto a sigillare esternamente da sotto tutte le pareti con poliuretano espanso.

Una seconda volta sono intervenuti internamente (avevamo già fatto il massetto per le mattonelle) togliendo i battiscopa e “svuotando” la parte finale della parete dal suo isolante per poi riempire con poliuretano espanso.
Una terza volta hanno “tagliato” la parete per verificare se il cartongesso interno fosse compromesso, hanno quindi tolto e rimesso il primo strato cartongesso e ripristinato la rasatura della parete (in alcuni punti in cui la muffa era meno rilevante hanno solamente tolto e rifatto l’intonaco in quanto dicevano che il cartongesso era completamente asciutto anche dove era stato cambiato), ma dopo un anno siamo di nuovo qui.
Ora ci dicono che anche loro non sanno come risolvere il problema e tutte le volte che li chiamiamo per questo, passano 10 mesi prima di avere risposte (e la garanzia arriva agli sgoccioli).
Inizialmente ci hanno detto che dovevamo fare almeno il massetto sul marciapiede esterno per la posa delle mattonelle per chiudere le pareti e, come da loro suggerimento, abbiamo inserito una “fascia” in plastica che parte dalla parete fino a metà marciapiede.

Una terza volta ci hanno detto che è umidità che risale dal fondo, ma nel cemento del basamento (alto circa 40/50cm) era stato inserito un prodotto chimico che impedisce la risalita dell’umidità.
Poi ci hanno detto che era dovuta al fatto che ancora non avevamo pavimentato gli esterni e quindi abbiamo provveduto a fare, come da loro indicazione, impermeabilizzazione con “mapelastic” su tutta la superficie (con posa dell’apposita rete nell’angolatura casa/pavimento), posa delle mattonelle, silicone sopra e sotto il battiscopa e posa di una mattonella a bordo giardino, con scavo tutto attorno al basamento profondo circa 40/50cm e largo minimo 40cm riempito ora di ghiaia per consentire un più veloce drenaggio delle piogge (il tetto sporge dal marciapiede per tutta la larghezza del pluviale – la casa è ad un piano ed abbiamo fatto appositamente un tetto sporgente minimo di 1,30 metri per proteggere la casa; le pareti vengono raramente bagnate dalla pioggia solo da un lato della casa per gli ultimi 50cm circa di parete).
Ci hanno detto che non arieggiavamo correttamente, quindi ora arieggiamo 5 minuti per 2 volte al giorno in tutta casa ed anche ogni volta che creiamo umidità con la cucina o la doccia o se capita di lavare il pavimento.

Nei giorni particolarmente ventosi e asciutti approfittiamo per far circolare bene l’aria per molto tempo (abitiamo in pianura, quindi quando c’è nebbia ci hanno detto di arieggiare poco).
Abbiamo una stufa a legna con la quale in inverno asciughiamo anche la biancheria (sarà questa a creare problemi?…), ma nella stanza interessata l’igrometro misura dal 45% ai 55% di umidità con picchi del 65% quando cuciniamo, ma poi arieggiamo subito (temperatura media di 21/23 gradi).
Nelle camere da letto, abbiamo fatto un test con l’igrometro: ad altezza 1.60mt. (19°) l’umidità era del 59%; messo a terra, dove abbiamo problemi di muffa, invece, la temperatura è di 16/17° con umidità del 60%
Abbiamo notato che si forma molto dietro ai letti, dietro alle ceste dei giochi dei bimbi o a qualsiasi cosa appoggiata a meno di 5cm dalla parete, ci hanno anche detto di non appoggiare nulla alla parete per favorire l’arieggiamento, ma… voi fareste una casa per lasciare armadi, letti, cassettoni, specchi, scrivanie staccati dalle pareti almeno 8/10cm?
E poi, dietro alle mattonelle del bagno e della lavanderia, le pareti saranno sane?
Ci garantiscono che non ci sono problemi e non hanno fatto ispezioni.

Stiamo attendendo la loro ennesima visita di controllo della situazione prima stabilire che interventi fare, ma considerate che in 6 anni questo è il quarto intervento e sarebbe la seconda volta che dobbiamo smontare tutti i mobili di casa e ripostiglio (l’altra volta ci siamo accampati in cucina-soggiorno, che è un ambiente unico in quanto non interessato dai lavori, ma questa volta credo che dovremo mettere mano anche qui.) e che abbiamo due bambini piccoli (che disagio!!!).
Inoltre mio marito è affetto da asma e negli ultimi anni la situazione è peggiorata ed il pneumologo da cui ha fatto l’ultima visita ha detto che dobbiamo liberarci, tra le altre cosa, di tutta la muffa.
Visto che il produttore va per tentativi, ma non ha ancora risolto il problema, Lei ci sa dare consigli in merito? E pensare che abbiamo scelto una casa prefabbricata in legno anche perché ci avevano garantito che non avremmo avuto problemi di muffa ed umidità come nella casa in muratura in cui vivevamo in affitto.
Ed abbiamo ancora un mutuo per i prossimi 25 anni.
Grazie per una cortese risposta e scusi la lungaggine.


La lunga lettera della lettrice espone una situazione piuttosto seria e di non facile soluzione.
Quando si sollevano dubbi e timori verso le case in legno ci si riferisce generalmente ad argomenti confinabili quasi sempre nell’ambito dei pregiudizi.
Il vero punto debole delle case prefabbricate è l’attacco al suolo dell’edificio, che deve evitare qualsiasi risalita dell’umidità per capillarità dal terreno lungo le pareti.
I numerosi interventi (postumi) del costruttore non risolvono il problema ed appaiono piuttosto improvvisati, lasciando il cliente nello sconforto.

Le poche fotografie allegate mostrano le tipiche chiazze d’umidità dovute alla mancanza di isolamento al suolo, che fa supporre (in mancanza di immagini esterne) un solaio non sufficientemente rialzato rispetto alla quota del terreno.
E’ probabile che la platea non preveda alcun tipo di aerazione o circolazione dell’aria, necessaria per asportare l’umidità che si viene a formare naturalmente nelle zone contro terra.
Le pareti poggiano direttamente sulla soletta, senza guaine antiumidità, assorbendo una notevole quantità d’acqua.
Ricordo che se gli isolanti sono bagnati si abbassa di molto la capacità coibente dell’involucro (la fibra di legno, poi, marcisce….).
Bisognerebbe verificare inoltre se il cappotto risulta sporgente rispetto al filo esterno del solaio della platea e se è presente un gocciolatoio per asportare l’acqua piovana.

Se così non fosse, l’acqua tenderà a scorrere verso l’interno, nella zona di appoggio della parete, infiltrandosi tra la platea ed i muri esterni, con conseguenze deleterie.
Una valutazione più precisa può essere compiuta solo effettuando un sopralluogo sul posto, incaricando un tecnico preparato, in grado di redigere una perizia e di indicare gli interventi necessari per risolvere il problema (a cura della ditta).
Le case di legno vanno realizzate seguendo scrupolosamente le indicazioni esecutive del costruttore che, in genere, impone il rispetto delle quote e richiede un isolamento della platea.
Qualora l’azienda sottovalutasse questo aspetto, vi è da sperare che progettista, strutturista e direttore dei lavori siano in grado di affrontare il problema, poiché l’attacco al suolo è il vero punto debole delle case in legno.

12 Commenti

  1. Avatar
    giannicecchinato@yahoo.it febbraio 12, 2012

    Ho letto con molta attenzione la lettera-sfogo di questa proprietaria e la cosa mi ha colpito parecchio visto che da una decina d’anni mi occupo di case in legno e non avevo ancora avuto di conoscere problematiche di questo tipo.
    Il commento dell’arch.Crivellaro, professionista serio e preparato, è inequivocabile, pur non avendo potuto toccare con mano il problema stesso.
    “Le poche fotografie allegate mostrano le tipiche chiazze d’umidità dovute alla mancanza di isolamento al suolo, che fa supporre (in mancanza di immagini esterne) un solaio non sufficientemente rialzato rispetto alla quota del terreno. E’ probabile che la platea non preveda alcun tipo di aerazione o circolazione dell’aria, necessaria per asportare l’umidità che si viene a formare naturalmente nelle zone contro terra.
    Le pareti poggiano direttamente sulla soletta, senza guaine antiumidità, assorbendo una notevole quantità d’acqua.”
    Tutto ciò porta ad una triste conclusione, che il problema sia legato all’isolamento della soletta o alla platea senza aerazione o circolazione dell’umidità, quindi ricollegabile alla non perfetta comunicazione tra chi ha realizzato la platea e il fornitore della casa.
    Al riguardo mi permetto di dire che, come in ogni professione, c’è sempre una “mela marcia” che crea disastri e purtroppo di queste “mele marce” ne stanno venendo fuori ogni giorno causa l’ignoranza (conseguente dell’improvvisazione) che regna sia in chi si occupa di edilizia sia in chi produce sistemi costruttivi. E chi paga è sempre il povero committente, visto che l’etica (da parte di una maggioranza degli addetti ai lavori, e non solo) è un valore sconosciuto.
    Un suggerimento per quel committente disperato a ragione: chiedere provvedimenti radicali al produttore minacciando di diffondere il loro nome nei blog che parlano di case in legno. Forse rende di più un’azione del genere (attraverso un legale) che una causa civile, visto che ci sarebbero gli estremi da Codice Civile.
    Auguro che venga trovata una soluzione, soprattutto, per la salute di quella famiglia che in quella casa deve viverci.
    Cordialità
    Gianni Cecchinato

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    ARCH. PAOLO CRIVELLARO febbraio 12, 2012

    Lo scopo del blog non è promuovere alcune ditte di case in legno o demonizzarne altre.
    Da tecnico so che in casi come questi è necessaria una valutazione approfondita, anche mediante sondaggi, per riconoscere le cause e individuare le soluzioni.
    Il comportamento della ditta sembra poco interessato alla cliente, quanto ad evitare di accollarsi costosi interventi, scaricando sull’errato utilizzo ogni responsabilità.
    Io prendo atto di quanto scritto, che ho ritenuto in buona fede, ma non mi sento di pubblicare nomi e cognomi di un’azienda, peraltro seria ed affidabile.
    La lettrice può ovviamente decidere di cogliere il suggerimento e minacciare il costruttore se permarrà questo atteggiamento, ma chiederei comunque di farlo al di fuori della sede dei commenti agli articoli.

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    Anonymous febbraio 16, 2012

    Ringraziamo sentitamente l’arch. Crivellaro e tutti coloro che ci danno risposte e suggerimenti in merito, e confermo che non è nostra volontà fare cattiva pubblicità o minacce (che del resto ci porterebbero anche cause legali da cui preferiremmo rimanere estranei). Vogliamo solo trovare al più presto la soluzione ideale per noi e, ancor di più, per l’azienda, così che non provochino più questi problemi e disagi ad altri clienti futuri.Abbiamo la certezza che, dopo l’interesse dei primi interventi, ora sia tutto un temporeggiare e cercare di convincerci per non dover spendere troppo. Ma se non ci lasceranno scelta, dopo aver presentato loro una perizia ufficiale, chiederemo l’intervento di un avvocato o di una associazione consumatori, ma speriamo che la perizia sia sufficiente a smuoverli…
    Grazie di nuovo a tutti.

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    Anonymous marzo 07, 2012

    dispiace veramente sentire una cosa del genere… oltretutto su una casa costruita da una ditta sembrerebbe di nota serietà..
    Personalmente vivo nella mia casa in legno realizzata da una ditta credo di pari valore Trentina, e devo dire che il problema dell’umidità per è assolutamente inesistente, anzi direi che ad inizio stagione ho addirittura l’aria leggermente secca e per qualche giorno dall’accensione del riscaldamento arieggio per aumentare l’umidità, forse è solo una mia sensazione ma cmq dopo pochi giorni il confort torna ad essere eccellente. Certo che personalmente consiglierei vivamente (come ho fatto io) il riscaldamento a pavimento, che con 4/5k euro in più rispetto al capitolato garantisce di gran lunga una resa migliore sia in termini di riscaldamento che di arredo, e a voi avrebbe sicuramente limitato i danni.
    Devo sottolineare però che prima del montaggio della casa , al momento del sopralluogo dei tecnici della haus , la mia platea era sprovvista di guaina e, nonostante fosse fatta a regola d’arte con igloo e bocche di aerazione, si sarebbero rifiutati di montare la casa senza prima avermi fatto fare la guaina. Risolto il malinteso (al momento non si erano accorti degli igloo) hanno proceduto al montaggio.
    Questo per dire che comunque una ditta seria difficilmente monterebbe una casa su una platea non in regola, anche per proteggersi da futuri problemi.
    Non risparmiate mai sulla platea, spendete 5k euro in più ma curatela, e fate intorno ad essa uno scavo riempito di ghiaia per il drenaggio.
    Detto questo sono addolorato per i vostri problemi di umidità e non posso che augurarvi di risolverli in fretta e godervi finalmente la vostra casa.
    Geom Matteo Dell’Ava

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    reno aprile 14, 2012

    Abbiamo la stessa situazione in maniera piu’ contenuta ma medesima .
    Casa prefabbricata troppo chiusa e elevato tasso di umidita’ condensa sui vetri e muffa su alcune pareti.
    La ditta’costruttrice(nota ditta TN)
    interpellata ha risposto dopo ripetute verifiche in loco che ,la colpa non e’ della casa ma bensi’ degli occupanti e del loro stile di vita. Seguono un copione o.. cosa.
    Dicono che la casa aveva bisogno di ventilazione meccanica ma
    guarda caso non mi e’ stata proposta in fase di progettazione
    forse perche’ avevano paura che
    vedendo il prezzo avrei abbandonato l’idea di fare la casa.
    Ora mi hanno montato 2 apparecchi VMC decentrata come prova. .L’iverno scorso abbiamo avuto lievi benefici in combinazione con apertura fineste. Se volete contattarmi mi farebbe piacere dialogare con chi abita le case del futuro.Ciao

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    renopellegrini@yahoo.it aprile 15, 2012

    Scusate in merito alla mail fatta
    da Reno il 14 Aprile 2012
    ore 15:07 voglio completare con
    il mio indirizzo mail
    renopellegrini@yahoo.it

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    Anonymous agosto 03, 2013

    Gentili Signori, mi permetto di dirvi che per tenere efficemente la muffa lontana dalle vs. abitazioni, dovete dare aria a tutta la casa per almeno 4 ore al giorno. Questo specialmente in inverno che e’ la stagione piu’ critica per la comparsa della muffa. Tutti gli altri accorgimeni del tipo prodotti antimuffa, guaine, igrometri,resine ecc.ecc. potete tranquillamente metterveli dove non batte mai il sole. La parola d’ordine e’ ARIEGGIARE sempre con il freddo e con il caldo e concludo dicendo che parlo contro il mio interesse, perche’ essendo un pittore edile piu’ muffa c’e’ nelle case piu’ guadagno. Un saluto a tutti voi ( anche a quelle rogne di donne che non aprono mai le finestre di casa)

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