LA PLATEA DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

LA PLATEA DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

TRA LE MOLTE PAURE DI CHI SI ACCINGE A REALIZZARE UNA CASA DI LEGNO RARAMENTE COMPARE IL RISCHIO CHE L’UMIDITA’ RISALGA PER CAPILLARITA’ DAL TERRENO LUNGO LE PARETI.

Sono in fase di realizzazione della mia casa in legno, nello specifico mi trovo ancora nella fase burocratica, ma il mio architetto mi ha garantito che a marzo saremo pronti.
E’ quindi molto probabile che a marzo debba fare la platea.
Il mio architetto di fiducia mi ha garantito che è sufficiente una platea da 40 cm, senza protezione alcuna per versamenti d’acqua, umidità ecc.
Sostiene che il cemento armato, superati i 40 cm, non permette all’acqua e all’umidità di diffondersi allo strato più in superficie della platea stessa.

Io non sono un tecnico, ma so per certo che le case in legno, seppur ottimamente termoisolanti, hanno come punto debole proprio il primo solaio, unica parte dove può diffondersi umidità (vicino ad una piastra di ancoraggio sulla platea, ecc).

Come mi devo comportare?
Avere piena fiducia ed ascoltare il mio tecnico, oppure imporre un qualche tipo di isolante nello scavo, prima di versare il cemento.

Insomma, come realizzare la platea??


In genere l’azienda costruttrice fornisce tutte le indicazioni esecutive necessarie alla realizzazione della platea (o dello scantinato).
In particolare viene curato attentamente l’attacco delle pareti che verranno fissate al solaio mediante ancoraggi in acciaio “ad L” adeguatamente calcolate e dimensionate.
Se un costruttore lascia al cliente la libertà di decidere in assoluta autonomia questo aspetto, si assume un notevole rischio.
In Germania esiste una normativa molto severa che impone un dislivello minimo di 15 centimetri tra la quota del terreno esterno all’abitazione e l’estradosso grezzo del solaio di appoggio (la superficie della soletta).
In alternativa va prevista una canalina di drenaggio perimetrale attorno all’edificio, che permetta di convogliare l’acqua piovana.

O ancora, la pavimentazione esterna (opportunamente pendenziata verso il giardino) andrà posata su listelli, impedendo all’acqua di defluire verso il fabbricato, filtrando tra le fughe.
In tutti i casi il costruttore fornisce una garanzia costruttiva (di legge o estesa) solo qualora le strutture di fondazione siano state realizzate a regola d’arte.
Alcune ditte di case in legno impongono la realizzazione di cordoli perimetrali e/o sotto le pareti interne, altre richiedono espressamente la posa su igloo, ma, solitamente, il rispetto delle quote è l’unica vera e propria prescrizione imposta al cliente.
I professionisti incaricati dal cliente potranno disporre le soluzioni più adeguate in assoluta autonomia, a patto di considerare appieno le problematiche in questione.

Il salto di quota può generare inoltre una barriera architettonica, che andrà affrontata progettualmente, collegando l’ingresso mediante una rampa a norma disabili.
Chi sceglie di costruire la propria abitazione con una ditta di case in legno deve pretendere dal costruttore un assoluto rigore nelle indicazioni esecutive, scartando le aziende che sottovalutano le problematiche dell’attacco al suolo.
L’esperienza insegna che la durata delle case prefabbricate è proporzionale alla cura dei dettagli costruttivi e prezzi troppo bassi sottendono una scarsa attenzione da parte dell’azienda rispetto alla qualità, con scelte votate al risparmio, a partire dalla selezione e stagionatura del legname, sino ai requisiti professionali delle squadre di montaggio.

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