CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, VADEMECUM PER IL RISPARMIO

CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, VADEMECUM PER IL RISPARMIO

NEL SETTORE DELL’EDILIZIA TROVERETE BEN POCHI INTERLOCUTORI CHE VI INVITERANNO A SPENDERE MENO.
I COSTRUTTORI DI CASE PREFABBRICATE NON FANNO ECCEZIONE E HANNO TUTTO L’INTERESSE A CONVINCERE IL CLIENTE AD ACQUISTARE OPTIONAL O IMPIANTI SOVRADIMENSIONATI, MIRATI A GONFIARE IL PREZZO E IL LORO UTILE. E’ UN ASPETTO COMPRENSIBILE, CHE FA PARTE DELLE REGOLE DEL MERCATO.

Personalmente ritengo che sia necessario un repentino cambio di rotta, a partire dalla professione di progettista, che andrebbe rifondata su principi etici e morali nuovi, in un rapporto di fiducia reciproca con il cliente, nell’interesse di chi si sta affidando alle nostre conoscenze e capacità.
Se avete avuto la pazienza di leggere i miei scritti sapete che ritengo questa tematica prioritaria.
Premesso ciò, ci sono due metodi per risparmiare sull’acquisto delle case in legno.

Ci si può affidare ad una delle molte ditte che realizzano case prefabbricate a prezzi bassi, solitamente con tecnologie, legnami e manodopera dell’est Europa, parzialmente o per nulla prefabbricate, dai rendimenti energetici incerti e con ampio utilizzo di materiali non ecologici (colle, vernici, isolamenti).
E accendere qualche cero in chiesa.
In alternativa, bastano semplici accorgimenti e scelte intelligenti per permettersi l’acquisto di un’abitazione prefabbricata in bioedilizia ad alta efficienza a prezzi molto interessanti, rivolgendoci alle ditte più serie del settore, senza risparmiare sulla qualità e sui metri quadri della nostra futura casa.


 

  • Il progetto deve essere il più possibile semplice. Una pianta compatta, quasi quadrata, limiterà le dispersioni in quanto la superficie delle pareti esposte all’esterno sarà minima rispetto ad una pianta di forma allungata o complessa. Limitare le soluzioni costruttive onerose abbasserà di molto il costo finale. Le “case prefabbricate” a catalogo sono molto efficienti ed economiche proprio perché applicano razionalmente questo principio. E consumano molto poco.
  • Un progetto razionale permetterà uno sfruttamento intelligente degli spazi, limitando gli sprechi di superficie e facendoci senz’altro risparmiare qualche m2 di superficie.
  • Un progetto che tenga conto della bioclimatica e dell’orientamento dell’edificio rispetto al sole ci consentirà di usufruire di apporti energetici gratuiti mediante grandi vetrate collocate a sud, limitando la necessità di ricorrere ad impianti sovradimensionati, contribuendo ad abbassare il prezzo finale delle case prefabbricate.
  • Le case prefabbricate a catalogo racchiudono appieno tutti i punti precedenti e hanno un prezzo inferiore perché contengono già la fase di adattamento del progetto alla tecnologia prefabbricata. Non è peraltro difficile personalizzarne l’aspetto con pochi accorgimenti a costo zero o quasi.
  • Affidarsi ad un tecnico preparato nel settore degli edifici a basso consumo ci garantirà soluzioni progettuali mirate all’ottimizzazione energetica senza aggravi di costo. Se il nostro geometra o architetto appare indifferente o persino ostile alla scelta di una casa in legno, sarà il caso di guardarsi attorno.
  • Informiamoci sulla dotazione standard delle case prefabbricate. Ad esempio, lo scorporo degli avvolgibili per installare le persiane, comporta sovrapprezzi non sempre giustificabili. Il livello base di questo abitazioni è già molto alto, sicuramente sufficiente a raggiungere l’obiettivo di realizzare una casa ecologica ed isolata e molto conveniente.
  • A parità di m2 le case prefabbricate a due piani costano meno di quelle monopiano, con un’incidenza della copertura sul 50% della superficie complessiva.
  • Un ulteriore risparmio si può raggiungere scegliendo una casa prefabbricata con il piano mansardato al posto del classico primo piano. Abbassando la banchina di appoggio (il punto più basso) a circa 2 metri sarà possibile sfruttare tutta la superficie e pagare molto meno, senza compromessi sull’illuminazione e la disposizione dei locali.
  • Per i locali tecnici e le autorimesse, può essere conveniente prevederli ubicati al piano interrato, risparmiando sulla superficie del lotto da acquistare ed evitando l’eventuale garage esterno (comodo, ma fa chiaramente distanza).
  • Se abbiamo a disposizione un budget limitato, valutiamo la possibilità di mantenere alcune porzioni al grezzo, da finire successivamente.
  • Limitiamo gli impianti allo stretto necessario. La nostra casa in legno sarà molto efficiente e necessiterà di un minimo apporto di calore e di nessun condizionamento estivo. Una piccola caldaia a condensazione con dei corpi radianti dotati di valvole termostatiche ci permetterà buone economie ed un’alta efficienza.
  • Evitiamo le porte scorrevoli. Non sono certo indispensabili e comportano un extra-costo notevole.
  • Scegliamo un capitolato intelligente con delle finiture semplici e sobrie, privilegiando la qualità dei materiali.

5 Commenti

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    Margherita giugno 13, 2010

    Sono d’accordo in pieno sui diversi aspetti che hai argomentato nel post. Quando ho deciso di costruire una casa di legno ho girato molte ditte, fiere, visitato case campione, conosciuto proprietari in giro per la regione e l’Italia. Il budget che avevo a disposizione era, come credo per tutti, limitato. Nonostante la determinazione della mia scelta, davvero non potevo sforare un tetto massimo non molto alto, a dirla tutta. Alcune ditte mi sono sembrate poco serie, difficile ottenere informazioni, prezzi troppo inferiori a quelli proposte dalle ditte leader del mercato europeo, nessuna serenità ottenuta dalle risposte dei loro commerciali su materiali e caratteristiche costruttive. Ho rinunciato a qualche m2 e alla fine ho fatto scelte razionali, semplici. La casa è a un piano solo, volevo una casa facile da vivere e 110m2 che la costituiscono stanno meglio su un solo piano che su due sacrificati. L’auto troverà il suo posto sotto una tettoia, per la quale ho fatto cambiare la struttura del tetto del progetto iniziale. La casa è a pianta quadrata, ma la disposizione interna, la forma un po’ movimentata delle pareti e i due portici rendono la linea piacevole, anche se molto semplice.Nessuna porta scorrevole, non ce n’era davvero bisogno.

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    dstemanuele giugno 24, 2010

    Ovviamente quanto scrivi è molto interessante e nel progettare casa ne prenderò atto. Questi piccoli accorgimenti fanno risparmiare molto. Inoltre il garage interrato è un’idea che non avevo preso in considerazione perché come Margherita pensavo ad una tettoia, ma con le gelate come si fa? Comunque che ne pensi delle pareti interne che creano un intercapedine per armadi a muro? Gran parte della mia famiglia ha vissuto in Canada per anni e lì usano queste tecniche per risparmiare qualche mt2. Forse con una casa prefabbricata non è il caso di far realizzare queste modifiche.

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    Andrea settembre 06, 2010

    Un garage interrato, così come qualsiasi locale interrato costerà probabilmente più di una tettoia per il garage al piano terra.

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    Anonymous marzo 22, 2011

    Utilissimo vademecum.
    Tuttavia, in riferimento anche al post precedente (“Rinunciare alle case prefabbricate”) vorrei tentare un’analisi del mercato che mi sembra, in Italia, presenti delle incongruenze, e sarò felice se Lei la giudicherà sbagliata (in ogni caso non vuole essere polemica).
    La tipologia della casa prefabbricata in legno tanto concettualmente quanto strutturalmente, mi sembra destinata ad una classe (orribile espressione, ne convengo)MEDIA culturalmente responsabile e consapevole.Mispiego meglio: se gli altri utenti di questo blog mi somigliano almeno un pò, forse sono impiegati o liberi professionisti che magari comperano attraverso un GAS, forse utilizzano detersivi biologici, evitano di acquistare imballi, etc.etc.Molti, come da Lei descritto, si rivolgono a ditte dell’est o locali che non sempre offrono garanzie adeguate, per realizzare la propria casa; Margherita ha fatto delle piccole rinunce; altri rinunciano del tutto.Alla fine chi può portare a termine il progetto, sono persone alle quali, per esempio, una casa a catalogo va decisamente stretta.
    Sull’altro fronte le aziende produttrici mitteleuropee hanno conquistato il mercato italiano ma non fanno molto per “correggerlo” (per esempio mi risulta che solo una si faccia pubblicità per radio); anzi sembra che si siano adeguate ad esso, puntando sempre più sul design o qualche volta facendo firmare i propri progetti ad architetti di chiara fama, insomma rivolgendosi ad un pubblico sempre più esclusivo.Poichè banche ed istituzioni potrebbero cambiare atteggiamento solo di fronte ad un sensibile aumento delle richieste da parte del mercato, stando così le cose, temo che nè il suo bellissimo blog, nè la ricostruzione post terremoto possa produrre questo effetto.
    Con sincera stima
    Livia

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