CASE PREFABBRICATE E BUROCRAZIA EDILIZIA

CASE PREFABBRICATE E BUROCRAZIA EDILIZIA

LE CASE PREFABBRICATE CONSENTONO DI COSTRUIRE LA VOSTRA ABITAZIONE IN POCHI MESI, IN TEMPI CERTI ED A COSTI BLOCCATI. O NO?


Ve l’ho raccontato in tutti i modi.
Dunque perché non dovrebbe essere così?
La realtà è che siamo in Italia.
Amo il mio paese e mi indigno quando sento spargere fango sugli Italiani, mi irritano i luoghi comuni e non sopporto i giudizi superficiali.
Ma quanto a carico di burocrazia, non ci batte davvero nessuno.
Se le ditte di case prefabbricate sono effettivamente in grado di realizzare la nostra abitazione in pochi mesi, vi è un inquietante “prima” di cui mi sento in dovere di parlare.
Anche chi ha già avuto esperienze con le costruzioni tradizionali, non necessariamente è al riparo da mal di testa e arrabbiature.


Negli ultimi anni, ottenere il rilascio del permesso a costruire, anche per una semplice abitazione, appare sempre più problematico, costituendo un enigma di difficile comprensione, proprio per l’apparente semplicità della pratica edilizia.
La semplificazione normativa, troppo spesso invocata da ogni parte (politici, associazioni, professionisti) resta un’utopia.
Non contesto la ragion d’essere delle leggi che disciplinano il settore (si pensi alla giusta regolamentazione in tema di sicurezza sui cantieri), ma gli effetti che producono spesso prevaricano le buone intenzioni originarie e costituiscono un fardello ingiustificato.
Commissioni edilizie paesaggistiche, cui segue il parere della soprintendenza ai beni ambientali ed infine l’istruttoria comunale vera e propria, con tempi non molto distanti da quelli biblici della giustizia italiana.
Una mole di documenti davvero impressionante da presentare, oltre al progetto vero e proprio (indagine geologica-geotecnica, statica e strutture, progetto degli impianti, eliminazione delle barriere architettoniche, certificazioni energetiche, piano di sicurezza, valutazione acustica….) con richieste sempre più complesse ed onerose di anno in anno (render 3D, progetto delle linee vita e libretto di manutenzione del fabbricato, piano del colore….).


Non si mette chiaramente in discussione l’utilità di una progettazione consapevole per ogni aspetto dell’edificio, ma gli effetti pratici, in particolare sulla tempistica, che tale carico di burocrazia comporta sulla pratica, anche per la presentazione di un semplice edificio residenziale.
Uno dei principali motivi della scarsa diffusione delle case in legno prefabbricate a catalogo è proprio l’estrema difficoltà nel farsi approvare il progetto senza sostanziali modifiche da parte delle amministrazioni comunali.
Una casa a catalogo modificata subirà notevoli rincari da parte del costruttore, a causa della riprogettazione, perdendo i benefici economici dovuti alla scelta di un modello standard.
Soluzioni? Poche o nessuna, purtroppo.
Ma è preferibile essere consci delle difficoltà e non farsi troppe illusioni.
Ci si può consolare pensando che, con le costruzioni tradizionali in laterocemento, la situazione è anche peggiore, dato che ai lunghi tempi per l’approvazione del progetto si vanno a sommare quelli, altrettanto estenuanti per l’esecuzione dei lavori.

1 Commento

  1. Avatar
    Anonymous marzo 18, 2011

    In Italia specialmente nel campo

    urbanistico vi e’ in talune zone il

    divieto assoluto di costruire solo

    per quelli che lo vogliono fare le-

    galmente.

    Viva l’unita’ d’Italia !

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