IL VAPORE E LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL VAPORE E LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

A COSA SERVE E COME LAVORA ESATTAMENTE UNA BARRIERA AL VAPORE NELLA PARETE DELLE CASE PREFABBRICATE? E CHE DIFFERENZE CI SONO CON UN FRENO AL VAPORE?

Mi piacerebbe costruire una casa prefabbricata ed ho iniziato a visionare le tante aziende che in questo momento propongono case in legno, notando subito una differenza.
Alcune aziende di case prefabbricate hanno pareti in legno senza freno vapore; ad una mia richiesta di spiegazione hanno risposto in questo modo: “Il legno agisce da regolatore di umidità, ovvero assorbe l’umidità sovreccedente e la restituisce all’occorrenza.
Queste proprietà igroscopiche del legno lo rendono ideale per le costruzioni permeabili al vapore.
Assieme a materiali idonei e a strati funzionali disposti in modo corretto, la formazione di acqua di condensazione all’interno dell’elemento strutturale può essere evitata. È importante che l’involucro della struttura sia a tenuta d’aria, in modo che l’accumulo di umidità sia ridotto al minimo.
Oltre a ciò una costruzione traspirante è capace di espellere l’aria viziata e mali odori all’esterno”.
In questo momento sono confuso, la maggior parte delle aziende di case prefabbricate usano il freno vapore.


La risposta di questa azienda di case prefabbricate dimostra che non vi è una posizione univoca dei produttori di case in legno nei confronti del problema dell’umidità prodotta all’interno dell’abitazione.
Vediamo di capire meglio di cosa stiamo parlando. All’interno degli ambienti viene generato del vapore acqueo dovuto alla cottura dei cibi, all’acqua calda per usi sanitari, alla respirazione.
Tale vapore tende a fuoriuscire dal’involucro e di conseguenza ad attraversare la struttura della parete.
Lo scopo della barriera (o del freno) al vapore acqueo è quello di controllare questo passaggio di vapore e di evitare il conseguente fenomeno della condensa negli strati interni del pacchetto costruttivo.
Diciamo subito che una barriera al vapore tende a bloccare tale passaggio, mentre un freno permette l’attraversamento di una certa quantità di vapor d’acqua.
In questo caso si utilizzano delle carte speciali semitraspiranti.isolamento termico, coibentazione, risparmio energetico

Esistono anche soluzioni in cui viene inserito un telo traspirante, sino alla soluzione che le ha prospettato questo costruttore di case in legno, che non prevede la presenza di alcun telo.
Il fenomeno della condensa, tipico della stagione fredda, si presenta inoltre sulle superfici più fredde delle pareti interne (in particolare in presenza dei ponti termici, causa principale delle muffe) a causa della differenza di temperatura tra l’ambiente interno più caldo e l’aria esterna.
E’ intuitivo che la formazione di condensa all’interno delle pareti delle case prefabbricate in legno è assolutamente da evitare, in quanto materiali come la lana di roccia e la fibra di legno perdono in parte le propria capacità di isolamento termico a contatto con l’acqua, con conseguente abbassamento del rendimento energetico.

Al fine di limitare questo fenomeno, va correttamente posto un freno al vapore acqueo che proviene dagli strati più caldi, in modo tale che l’aria calda che si raffredda abbia comunque un contenuto di acqua simile a quello dell’aria esterna, evitando di avvicinarsi al punto di rugiada.
Tale strato andrà posto nella parte “calda” della parete, dopo il cartongesso e prima dell’isolante tetto.
A mio parere una barriera totale al vapore non è certo ideale, in quanto una certa traspirabilità della parete è certamente preferibile nelle case in legno prefabbricate.
Chiaramente un’abitazione senza alcun telo consentirebbe una totale traspirabilità della parete, scongiurando la formazione di condensa sulla superficie interna della parete (fenomeno peraltro assai raro nelle case prefabbricate).
La risposta fornita dalla ditta di case in legno potrebbe pertanto essere corretta, ma dipende dalla composizione dello specifico pacchetto di parete.

12 Commenti

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    Anonymous settembre 08, 2010

    Abito da due anni in una casa Haas-Fertigbau.
    Per alcuni versi una ottima soluzione… ma per altri è ben sotto le aspettative.
    L’umidità è in effetti uno dei problemi molto seri.

    Quando presentano queste case nessuno lo dice esplicitamente, ma la barriera vapore (la mia è sd>100), che avvolge ovviamente tutta la casa, di fatto ci fa vivere in un sacchetto di nylon.
    E vi assicuro che si sente! In certi periodi, per mesi, vivo con una umidità interna che non scende mai sotto il 65%, con punte di 70-75%, e l’apertura periodica delle finestre conta pochino.
    Del resto quando andiamo a lavorare non possiamo aprire le finestre ogni ora… e il deumidificatore fa quello che può, oltre a mangiarsi Kw e Kw di corrente.

    E poi: cosa succede quando appendiamo un quadro alla parete? Oppure il porta-tende sopra le finestre? Di fatto si fanno tanti bei buchi nella barriera vapore che sta appena sotto il cartongesso. Per quanto poco, la barriera viene rovinata e perde funzionalità… Guai togliere la vite del quadro, perché da quel buco, anche se stuccato, entra un po’ alla volta l’umidità distruttrice…

    Se è vero che con una adeguata composizione interna della parete si può eliminare quel sacchetto di nylon che ci avvolge, credo sia senza dubbio la soluzione preferibile.

    Ma io purtroppo ormai l’ho fatta. Chissà che la mia esperienza serva ad altri.

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    dario maggio 30, 2011

    a proposito di vapore…Io stò valutando quei 7/8 preventivi di case in legno (Wolf, Rubner, Rasom, Natural Building, Blu Case ecc…) su questo argomento, ho insistito, io abito in una zona molto umida del tipo che il mattino ti svegli e trovi l’auto che sembra te l’abbiano lavata con la gomma dell’acqua un secondo prima. Chi propone un pacchetto con l’EPS esterno chi con la lana di legno perchè appunto funge da regolatore e traspira…Il pericolo che qualcosa si fermi all’interno del muro secondo me è alto. Per evitare ciò cosa è meglio scegliere secondo voi? io in ogni caso voglio mettere l’impianto VMC e magari che mi faccia anche da deumidificatore, cosi per lo meno dall’interno mi preservo dai fenomeni dell’umidità. Però un costruttore mi sconsiglia di mettere una VMC multifunzione, meglio dice installare un deumidificatore a se stante poichè dice che l’umidità si ferma nei tubi della VMC e poi quelli fai fatica a pulirli o è quasi impossibile farlo. Voi che mi consigliate? Per me sarebbe un sogno avere una VMC che mi tiene l’umidità controllata e che all’occorrenza mi raffreschi l’ambiente. Esistono? Quanto costeranno? Hanno problemi come dice quel costruttore? Grazie Dario.

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    Anonymous giugno 02, 2011

    Ringrazio anonimo per aver raccontato la sua esperienza abbastanza sconvolgente e mi stupisce che non abbia ricevuto risposta dall’architetto (a maggior ragione per il fatto di lavorare per la stessa azienda da te citata).Per quanto trovi il blog interessantissimo e stimi molto la competenza dell’architetto credo che dovremmo scambiarci più opinioni ed esperienze tra utenti perchè fino a quando ci confronteremo solo con le ditte ed i loro agenti saremo in balia delle loro capacità persuasive (a volte molto emozionali).E per quanto cerchiamo di capirne il più possibile anche grazie a questo blog non saremo mai capaci di “smontare”le loro dimostrazioni e ci acccorgeremo di aver fatto la scelta sbagliata solo troppo tardi.
    L.

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    Anonymous giugno 02, 2011

    Anch’io sono rimasto sorpreso da questa storia dell’eccesso di umidità. Personalmente ho visitato parecchie case prefabbricate (non solo case campione/mostra, ma anche case di amici) e l’unica sensazione che non ho mai provato è stata prorio quella descritta dal Lettore (“vivere in un sacchetto di nylon”). Io sto per costruire una casa prefabbricata e non sarebbe male cercare di capire cosa possa aver causato questo problema (forse una cattiva impermeabilizzazione della platea?- non deve essere per forza colpa della barriera vapore) in modo tale di entrare in certi detttagli tecnici che a volte vengono tralasciati.
    PS: quando scrivo un post con account Google ricevo irrimediabilmente un messaggio di errore e sono costretto all’anonimato…..sono l’unico a cui succede questo?
    Simone

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    Anonymous giugno 02, 2011

    Per questo penso che sarebbe stato importante che fosse l’architetto ad approfondire la questione……
    L.

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    ARCH. PAOLO CRIVELLARO giugno 03, 2011

    Ringrazio “Anonimo” (l’ultimo…..) per avermi tirato in ballo.
    Spero non si trattasse di un rimprovero visto l’impegno che il blog comporta gratuitamente (siamo a 250 articoli).
    Quel commento (di quasi un anno fa) mi era sfuggito, ma merita assolutamente risposta, meglio ancora con un articolo specifico. Conosco molto bene le case Haas e posso assicurare che l’esperienza del lettore è piuttosto diversa da quella che vivono altre persone che hanno scelto questa azienda.
    Datemi solo qualche giorno.

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    Anonymous giugno 04, 2011

    Non era assolutamente un rimprovero:avrebbe significato sputare nel piatto in cui mangio giornalmente da quasi un anno!L’ho voluta stuzzicare, questo sì, affinchè facesse qualche ipotesi su quanto possa essere accaduto in quel caso, ancora una volta solo per capire di più!
    con gratitudine.
    L.

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    ARCH. PAOLO CRIVELLARO giugno 04, 2011

    Articolo scritto e presto pubblicato.
    Purtroppo i commenti sono sempre pochi e un anno fa erano ancora più scarsi.
    Grazie per lo stimolo.

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    arkaline settembre 25, 2011

    Buongiorno,
    sono un costruttore di case prefabbricate il legno e da anni propongo sistemi di ventilazione meccanica con recuperatore di calore nelle case che costruisco.
    Solamente in questo modo possiamo risolvere il problema umidità mantenendola costantemente al 50%.
    La barriera vapore è necessaria per evitare formazione di condensa all’interno della parete strutturale con conseguente perdita di efficenza isolante.
    Questi sistemi tra l’altro hanno un costo che equivale al classico sistema a pavimento con la differenza che fungono anche da climatizzazione estiva permettendo un notevole risparmio enbergetico

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    Anonymous dicembre 10, 2011

    Ciao a tutti.
    Sono l’anonimo che ha iniziato questo tema…
    Dopo i primi tempi senza riscontri avevo dimenticato questo blog. L’ho ritrovato per caso oggi e noto con piacere che la mia esperienza sembra tornare utile a qualcuno.
    Per evitare equivoci devo dire che non sono affatto pentito della mia scelta di una casa prefabbricata. Ho esperienza, anche diretta, dei casini assurdi che succedono nelle costruzioni tradizionali, anche se ben progettate: basti solo – per limitarci alle fasi costruttive – accennare al disastroso fai-e-disfa di muri e tramezze per farci passare gli impianti elettrici e idraulici… E i tempi, e il fegato grosso…, per non parlare del rimpallo di responsabilità tra i vari attori.
    Se dovessi (spero di no, almeno per un bel po’…) rifarmi una casa la rifarei ancora – potendo – prefabbricata. Però adesso starei più attento a quello che mi raccontano, e soprattutto a quello che non mi raccontano.
    Complice l’urgenza dei lavori e la lingua tedesca, compresa a sufficienza, ma non al 100%, ho dato credito alla fiducia su alcuni aspetti tecnici, fidandomi della serietà e dell’esperienza della Haas. Del resto sono dettagli tecnici sui quali la mia competenza (e – devo dirlo – anche quella dei nostri progettisti professionisti italiani…) è molto limitata.
    Adesso ho toccato con mano alcuni limiti che la ditta costruttrice dovrebbe, a mio parere, far presente tra le caratteristiche delle case che offre.
    Uno è il problema dell’umidità interna che si stenta a smaltire (uno del blog ha accennato a problemi di platea… Non credo, se non altro perché l’umidità più persistente è al secondo piano – corridoio, camere e bagno – che paradossalmente è la zona più frequentemente arieggiata…).
    Un altro limite è la mancanza di tavolato tra lo strato isolante del tetto e le tegole. OK, se lo chiedi te lo mettono, con sovrapprezzo, ma la versione standard che ho preso io non ce l’aveva e nessuno me l’ha spiegato (sui disegni c’era la scritta tedesca che dice pressappoco “strato di protezione”, “Unterspannbahn”). Pensavo a qualcosa di rigido, invece quando l’hanno montata ho scoperto che si trattava di un telo svolazzante semitraspirante…
    Ma questa è un’altra storia.

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    Delusa Haas marzo 01, 2013

    Trovo ora questo blog, ho appena finito di fare le foto a tutte le pareti che presentano muffa a casa mia, una casa prefabbricata Haas costruita appena due anni fa. Anch’io concordo con anonimo, sembra di vivere in un sacchetto di plastica. Molto lontano dalla descrizione del vivere sano e confortevole descritta dai venditori della Haas…
    Gentili solo si che si vende e poi chi si ha visto s’ha visto, se devo dire la mia opinione sconsiglio vivamente a tutti di comprare case prefabbricate, d’inverno si sta anche caldi, ma con la muffa, e d’estate invece si muore dal caldo, perché non c’è inerzia termica….Meglio le case tradizionali!!!

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    lamasiera marzo 03, 2013

    Le case con struttura in legno come risaputo hanno una scarsa inerzia termica e quindi bisognerebbe agire con cappotti e rivestimenti pesanti all’esterno,all’interno sarebbe cosa buona mettere intonaci e rivestimenti d’argilla come regolatori dell’umidità,tutto questo ha delle lavorazioni più onerose ma doverose ricordo che con i rivestimenti in argilla si può intervenire anche dopo la costruzione

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