LE PARETI INTERNE DELLE CASE PREFABBRICATE

LE DIFFERENZE TRA LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E LE COSTRUZIONI TRADIZIONALI NON SONO PARTICOLARMENTE SIGNIFICATIVE DAL PUNTO DI VISTA DISTRIBUTIVO.
E’ COMUNQUE IMPORTANTE CONOSCERNE ALCUNI ASPETTI, PER COMPRENDERE I VANTAGGI E GLI EVENTUALI LIMITI.

Mi hanno detto che se volessi spostare una tramezza, non sarebbe possibile, in quanto i muri interni sono portanti e che quindi potrebbero esserci problemi per l’edificio.


I moderni sistemi a telaio delle case prefabbricate vengono realizzati con un sistema di pareti leggere che non prevede l’impiego di un orditura principale costituita da grossi pilastri, ma di numerosi montanti in legno, solitamente massiccio, posizionati con un passo costante e ravvicinato, di media sezione, sia per le pareti esterne che per quelle interne.
Nell’edilizia tradizionale, in particolar modo negli anni dal dopoguerra sino agli anni novanta, si è fatto largamente uso di strutture portanti in cemento armato e tamponamenti e tramezze in laterizio non portante.
Il principale vantaggio di questo sistema costruttivo era l’estrema flessibilità nella disposizione dei muri e, soprattutto delle aperture, sia all’interno degli edifici che in facciata.

Negli ultimi anni, soprattutto per ragioni termiche, i muri esterni hanno preso gradualmente “consistenza”, con l’impiego di mattoni alveolari portanti, di crescente spessore, mentre all’interno le tramezze leggere rimangono ad oggi il sistema costruttivo più utilizzato per la realizzazione dei muri.
Le costruzioni prefabbricate sovvertono questo sistema strutturale, impiegando un sistema a telaio portante su tutte le pareti, esterne ed interne.
Relativamente ai muri interni, i vantaggi sono evidenti.
Le pareti, il cui spessore oscilla tra i 13 e i 15 cm, a seconda della ditta di case prefabbricate, sono isolate termicamente ed acusticamente, permettendo di ricavare un’ottimale microclima interno, senza dispersioni o passaggi di calore o rumore tra le stanze, con alti valori di comfort.
In questo modo inoltre le proprietà statiche sono sempre notevoli, in quanto i carichi vengono ripartiti in modo del tutto uniforme su tutte le pareti, permettendo di dimensionare comunque al minimo le sezioni dei muri, esterni ed interni, utilizzando semplicemente il legno come materiale strutturale.

Ovviamente se la funzione di una parete è anche quella di scaricare sulle fondazioni i pesi su di essa gravanti, bisognerà valutare attentamente, qualora le mutate esigenze funzionali lo esigano, l’eventuale abbattimento o lo spostamento di muri.
Il problema non è esclusivo delle case prefabbricate in legno, ma lo possiamo trovare in qualsiasi edificio tradizionale i cui muri interni rivestano funzione portante.
In questo caso specifico, il ricorso a travi e putrelle in acciaio (che non di rado viene effettuato con leggerezza) per sopperire all’allegro abbattimento dei setti originari, diviene l’unica possibilità per modificare la distribuzione planimetrico-funzionale.
Tali interventi sono costosi ed invasivi e vanno presi come riferimento per comprendere che anche le case prefabbricate si possono modificare, ma che si deve sempre valutare tecnicamente lo spostamento delle pareti, prevedendo rinforzi strutturali adeguati, qualora siano ritenuti necessari dall’ingegnere incaricato.

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