GLI EDIFICI IN LEGNO PREFABBRICATI SONO CASE ECOLOGICHE?

GLI EDIFICI IN LEGNO PREFABBRICATI SONO CASE ECOLOGICHE?

LA SCELTA DI REALIZZARE UNA CASA IN LEGNO SOLITAMENTE SOPRAGGIUNGE DOPO UN LUNGO PERCORSO FATTO DI PASSIONE, INCERTEZZE, RICERCA DI INFORMAZIONI, CONFRONTI. SPESSO ALLA BASE C’E’ SEMPRE LA CONDIVISIONE DI UN’ETICA DEL VIVERE, PRIMA ANCORA CHE DEL COSTRUIRE.

Nel nostro paese le case di legno restano un prodotto di nicchia, guardato con malcelata diffidenza dai più, al contrario di quanto accade in molti paesi europei in cui si sono affermate da tempo sul mercato dell’edilizia come soluzione collaudata e diffusa, con numeri di produzione e montaggio a due cifre.
Un settore maturo che può contare su di una corretta informazione e differenziazione di proposte, conosciute ed apprezzate per qualità e varietà.
In Italia alcune ditte cominciano ad affermare una buona immagine, detenendo non a caso una corposa fetta del mercato delle case in legno.
Uno scenario in rapida trasformazione che potrebbe ben presto mutare di fronte ad una nuova sensibilità collettiva nei confronti del tema dell’abitare.
Da qualsiasi punto di vista la si guardi, la questione ambientale resta prioritaria nell’approccio alle case prefabbricate come alternativa al laterocemento.
Che si persegua l’obiettivo del risparmio energetico o il sogno di un’abitazione sostenibile, le case in legno rispondono sempre alla necessità di ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera, attraverso la realizzazione in un ciclo produttivo a basso impatto ecologico e l’utilizzo di materiali rinnovabili, limitando al minimo i consumi di energia per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo.

Come giudicare dunque l’utilizzo di materiali non propriamente sostenibili come l’isolamento esterno a cappotto, realizzato spesso in polistirene?
Bisogna distinguere tra un approccio radicale alla bioedilizia, che escluda ogni materiale derivato dalla sintesi petrolchimica per principio, da una posizione più ragionevole, che valuti il corretto impiego di alcune componenti della costruzione le cui caratteristiche fanno ritenere preferibile la loro scelta rispetto all’utilizzo di materiali più naturali, ma meno affidabili dal punto di vista meccanico o prestazionale.
Una casa realizzata completamente in edilizia, ma poco isolata, richiederà una grande energia per il riscaldamento e il condizionamento, inficiando la propria ragion d’essere bruciando fonti non rinnovabili con emissione nell’ambiente di grandi quantità di gas serra.
Nel caso specifico delle case in legno il cappotto esterno è la pelle dell’edificio e rappresenta l’elemento di protezione della struttura interna in legno, divenendo un elemento fondamentale per assicurare la durata nel tempo dell’edificio.

Spesso il cliente resta perplesso e preferisce pagare un sostanzioso sovrapprezzo per acquistare una parete pienamente bioedile e traspirante, con l’impiego di fibre naturali.
Si tratta di un aspetto da valutare a fondo e non sempre è giustificabile pagare di più per eliminare ogni traccia di prodotto di sintesi.

Oltretutto la produzione del polistirene espanso, soprattutto se contenente riciclati e privo di alogenati, andrebbe rivalutata, soprattutto nell’ottica di prestazioni termiche maggiormente performanti rispetto ad altri materiali basati sull’impiego di fibre naturali.
E’ vero che produzione di questo materiale isolante a base di polistirolo è relativamente inquinante rispetto a quella dei materiali isolanti ecologici.
Va pero anche evidenziato che il bilancio energetico di un isolamento termico realizzato con polistirolo espanso risulta positivo già a distanza di 7-20 mesi, dato che dopo questo periodo si risparmia energia.
Va inoltre sottolineato che il polistirene espanso viene riciclato in forma pura, circostanza perlomeno rara nell’edilizia.
Dopo il montaggio il materiale non comporta alcun rischio per la salute umana, è difficilmente infiammabile, resistente e duraturo.

In ogni caso, un approccio corretto alle case di legno dovrebbe far preferire soluzioni compiutamente biologiche in senso ampio (ciclo di produzione, consumo energetico, assenza di emissioni nocive, benessere microclimatico, sostenibilità ambientale).

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